La penna degli Altri
Gasp blinda Svilar. Ndicka e Koné per sistemare i conti
Mile Svilar non è sul mercato. E non lo è per una ragione semplice: per Gian Piero Gasperini, insieme a Malen, rappresenta uno dei due nomi da cui ripartire senza discussioni. La Roma può anche dover fare i conti con il settlement agreement e con la necessità di chiudere cessioni pesanti entro il 30 giugno, ma il portiere e l'attaccante sono nella categoria degli imprescindibili. Anche perché, al di là di qualche manifestazione di interesse emersa nelle scorse settimane per il calciatore serbo-belga, al club non è arrivata nessuna offerta vera. E senza una proposta fuori scala, la linea è chiara: Svilar non si vende. (...) Un anno fa la Roma e il suo portiere hanno scelto di andare avanti insieme fino al 30 giugno 2030. Il nuovo contratto, firmato nel luglio 2025, vale circa 4 milioni di euro a stagione tra parte fissa e bonus. Un investimento con cui il club ha scelto il suo portiere del presente e del futuro. E lo stesso Svilar, dopo la firma e i tentennamenti, adesso, non ha nessuna intenzione di andar via. In più c'è il rapporto con i tifosi della Roma che negli ultimi due anni è diventato profondissimo. (...) Poi ci sono i numeri, che spiegano ancora meglio perché Gasperini non voglia nemmeno sentir parlare di una sua cessione. Svilar ha chiuso l'ultima stagione in Serie A con 18 clean sheet, secondo miglior dato del campionato dietro i 19 di Jean Butez e 104 parate totali. Molte, decisive. Un dato che lo colloca tra i migliori portieri romanisti degli ultimi 25 anni, davanti ad Alisson
(17 cleen sheet nel 2017-18) e dietro solo a De Sanctis (21 nel 2013-14). Una continuità che migliora anche il rendimento di Svilar dell'anno scorso, quando aveva tenuto la porta inviolata 16 volte e si era preso il premio di miglior portiere della Serie A. Bissato quest'anno.
Il paradosso, semmai, è che proprio uno così farebbe comodissimo anche ai conti. Per età, rendimento e plusvalenza, Svilar sarebbe uno dei profili più appetibili sul mercato internazionale. Ma la Roma, che pure deve muoversi entro il 30 giugno per rientrare nei parametri Uefa, per ora tiene il punto: ci sono altri nomi più esposti per fare cassa, da Koné a Ndicka (...).
(La Repubblica)