La penna degli Altri
Cobolli, quella passione infinita per la Roma
IL TEMPO (F. SCH.) - La vita è fatta di grandi storie d'amore e Flavio Cobolli lo sa bene. La passione è un tratto distintivo del 24enne nato a Firenze e arrivato a Roma a due anni. Nel suo cuore, fin da bambino, ci sono due cose che gli accendono il fuoco: il tennis e il calcio, meglio ancora la Roma. (...) Lo ha fatto indossando la maglia della squadra che amava e che tutt'ora ama come recita il lupetto tatuato sulla pelle.
Un giorno però, intorno ai 13 anni, arriva la scelta. «Non mi era mai capitato che un ragazzino scegliesse il tennis e non il calcio», ha raccontato Bruno Conti, allora responsabile del settore giovanile giallorosso. E invece così ha fatto Flavio. Praticare due sport agonistici non era più sostenibile. Nella Roma giocava terzino destro, in una squadra che vedeva tra le sue fila Edoardo Bove, Riccardo Calafiori, Nicola Zalewsky e Matteo Cancellieri. I rapporti con i primi due sono ancora strettissimi, in particolare con Bove, suo amico fraterno. (...) mentre la sua carriera cresceva, la passione per i colori giallorossi non l'ha mai abbandonato: nelle prime vittorie nel circuito Atp, l'esultanza che lo contraddistingueva era mostrare al pubblico la sciarpa della Roma.
Iconica la sua presenza all'aeroporto di Fiumicino per festeggiare il ritorno di Claudio Ranieri in giallorosso nel novembre del 2024, con tanto di abbraccio finale. Come un tifoso qualunque, tolto l'abbraccio s'intende. E anche in queste due settimane, «le più belle della mia vita», la testa non ha mai staccato dalla sua squadra del cuore. Prima dei quarti, in conferenza stampa ha detto: «I tifosi del Psg (...) non mi hanno fatto dormire bene, ma occhio... l'anno prossimo ci sarà anche la Roma». La speranza è che anche oggi Flavio possa mostrare la sciarpa giallorossa ai presenti sul Philippe Chatrier.