La penna degli Altri
Poker Roma: il sogno può continuare
La Roma vince, brilla e torna a sognare. Contro la Viola è uno show. (...) C'è Gasp, però, un uomo (per ora) solo al comando, con la squadra e un popolo ai suoi piedi. Bello, no? E allora perché non credere in quello che per tutti era un miracolo? Il quarto posto lo sarebbe, almenò per come si erano messe le cose, ma in fondo questa squadra, come ha sempre sostenuto lo stesso allenatore, i valori ce li ha e proprio quell'obiettivo ha puntato dall'inizio, o ora è di nuovo li e se la gioca. Se non altro certe qualità tecniche sono più o meno alla pari (escluse Inter e Napoli) di chi la precede, specie in questa fase in cui chi sba-glia paga e le avversarie stanno un po' sbarellando. La Roma ha un centravanti, Malen, che le altre non hanno; ha un gioco consolidato, efficace, seppur dispendioso e durante la stagione questo lo ha pagato con molti infortuni (come un po' tutte), troppi i lungodegenti e spesso i migliori, Dybala, Koné, Pellegrini, Wesley etc. (...) Il problema sono gli sconti diretti, che condannano i giallorossi contro tutte le avversarie concorrenti. (...) Contro la Fiorentina apre Mancini, che coglie di testa l'angolino su un calcio d'angolo ben calciato da Pisilli; poi è il turno di Wesley, che finisce un'azione da flipper, Celik-Soulé-Hermoso con tocco finale del brasiliano. Il tris è dello stesso Hermoso, che raccoglie una palla di Koné, dopo un'a-zione in solitaria. In apertura di ri-presa, il solito Malen prima scalda le mani a De Gea, poi rifinisce per il poker, Pisilli mette dentro di testa. E' un'altra squadra con Koné, rientrato ieri e subito protagonista (lascerà il posto a El Shaarawy dopo un quarto d'ora della ripresa, con Wesley, che ha saltato la fase calda e la sua assenza ha coinciso con la crisi di risultati. Con Soulé, che non è ancora al top, ma è importante che ci sia. Gasperini regala un po' di riposo a Matias e inserisce Dybala, che va a fare coppia con Malen là davanti (dietro, entra Ghilardi per Mancini). Ecco, c'è anche Paulo per questo finale pieno di speranza. In fondo, meglio tardi che mai. (...)
(Il Messaggero)