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La penna degli Altri

L'idea del maxischermo: in 25.000 già in attesa per il nuovo abbonamento

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Tutto questo amore non si riesce a contenere ed è come un'onda che sbatte su uno scoglio in mare aperto. L'ostacolo, un divieto del Viminale, è avvolto dalla forza cinetica e prorompente del movimento, inarrestabile per natura. Sì, saranno solo 1.500 i tifosi della Roma presenti a Verona, nessuno tra questi residenti in città o in provincia secondo le disposizioni del Ministero dell'Interno, che da fine gennaio in avanti ha vietato le trasferte per il resto della stagione in seguito agli scontri sull'A1 tra alcuni ultras giallorossi e altri della Fiorentina. I pochi biglietti messi a disposizione, neanche a dirlo, sono stati acquistati in poche ore. All'ultimo ballo Mancini e compagni si presenteranno con mille e cinquecento cuori che durante l'anno battono solitamente lontano dal luogo che tanti altri chiamano casa, l'Olimpico. Un privilegio per pochi. Oppure, volendo prendere il meglio da questa vicenda comunque triste una sorta di premio per chi è abituato a soffrire a distanza e per una volta potrà essere al centro della scena, lì dove la Roma sogna di agguantare la Champions a distanza di otto anni. E tutti gli altri? A casa. Per colpa di pochi, pagano tutti. A Verona sarebbe andato in scena un esodo. Come nel 2010, quando la Roma andò a giocarsi lo scudetto al Bentegodi accompagnata da 20.000 anime sugli spalti. La partita con il Chievo fini con una vittoria giallorossa, ma furono tre punti densi di lacrime per il successo contemporaneo dell'Inter di Mourinho a Siena. Gasperini domenica non andrà a caccia di un tricolore, bensì di un piazzamento che vale comunque una fortuna e che può rappresentare il principio di una svolta, l'alba di un nuovo inizio. I tifosi ci credono e arginare quest'onda è un'impresa tanto quanto tentare di indirizzarla. Pensate, al 20 di maggio ci sono circa 25 mila tifosi della Roma nella lista d'attesa per l'abbonamento della prossima stagione: qui non si tratta più nemmeno di fare un atto di fede, ma di giocare al buio, prima che parta la fase di prelazione o la vendita libera, e nella speranza che garantirsi un posto sui seggiolini dell'Olimpico in campionato dia poi in automatico la priorità di prelazione per le quattro gare in casa della Champions 2026-27.
Nel frattempo, sta facendo il giro dei social l'hashtag #ApriteVerona, un ultimo e disperato appello alle autorità perla trasferta libera. Il tran tran non porterà ad alcun risultato concreto ma resta una dimostrazione d'affetto comunque gigantesca, che ne trascina con sé un'altra, quella legata alla richiesta di installare un maxischermo in città per permettere ai fan di vivere insieme la partita. Diversi tifosi si stanno mobilitando e nel momento in cui si compirà un passo in questa direzione l'amministrazione capitolina esaminerà la richiesta. C'è chi sogna un Circo Massimo tutto giallorosso come per i festeggiamenti dello scudetto del 2001, ma basterebbe anche un luogo meno simbolico, comunque tanto grande da abbracciar un numero consistente di persone. Nel 2018, la sera della semifinale di Champions a Liverpool, erano in 2.000 a San Lorenzo. Tra fumogeni e bandiere, la Curva Sud si trasferì all'ex Dogana. Oggi traslocherebbe volentieri ovunque ci sia spazio.

(corsport)

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