La penna degli Altri
La Roma ha fame di Champions. Gasperini tiene alta la tensione
IL TEMPO (L. PES) - Tutti vogliono la Champions. Tra chi è abituato a giocarla, chi non l'ha mai vissuta sulla propria pelle e chi la aspetta da tanti anni. È un avvicinamento affamato quello della Roma all'ultima partita di campionato in programma domenica a Verona, in una serata che dopo diverse stagioni vede i giallorossi padroni del proprio destino. L'ultima volta nell'Europa dei grandi fu nel 2018 quando la Roma allenata da Di Francesco chiuse terza a 77 punti un campionato dove il pass Champions arrivò con una giornata d'anticipo, fatalità proprio grazie al ko di Spalletti, allora all'Inter, contro il Sassuolo. L'ultima stagione col brivido finale fu quella precedente, proprio con Lucio sulla panchina giallorossa che, nell'ultima di Totti all'Olimpico, si guadagnò il secondo posto (allora in Champions andavano le prime due più la terza qualificata ai playoff) col record di punti della storia del club.
Oggi è tutto diverso, o quasi. Spalletti è ancora un avversario e ancora una sua caduta casalinga alla penultima può favorire la Roma. Ma niente è scontato. Per questo Gasp tiene alta la concentrazione a Trigoria fin dal primo allenamento della ripresa di ieri. Lui è stato il primo a crederci da sempre, anche quando sembrava un obiettivo sfumato. Troppo abituato ad una lotta così aperta e imprevedibi-le, e anche voglioso di tornare a calcare un palcoscenico prestigioso che si è spesso e volentieri guadagnato con l'Atalanta. I Friedkin a inizio stagione non avevano chiesto il quarto posto come obiettivo, ma il tecnico piemontese ha da subito alzato l'asticella. E i giocatori l'hanno seguito. Anche perché in tanti sognano di ascoltare la famosa «musichetta».
Tra chi è qui da una vita e chi vorrebbe riassaporare la magia delle notti europee, anche tra i calciatori la concentrazione è massima per raggiungere l'obiettivo. Pellegrini e Cristante sono gli unici superstiti insieme ad El Shaarawy che però saluterà a fine stagione, dell'ultima Champions giocata dalla Roma. Mancini, invece, quelle serate da calciatore ancora non le ha vissute e la sua attesa è certamente febbrile, soprattutto dopo la lunga militanza in giallorosso. C'è poi Dybala che in coppa dei campioni ha saputo regalare colpi da fuoriclasse e che, nei discorsi di rinnovo che proseguono, avrebbe certamente un motivo in più per dire sì con la squadra in Champions. Per non parlare di calciatori più giovani come Pisilli, Wesley o Soulé (che in realtà ha esordito con la Juve) ancora più motivati a immaginare un futuro di alto livello con questo club.
Al Bentegodi il tecnico dovrà fare a meno di Wesley squalificato e di N'Dicka infortunato. Mentre Koné e Pellegrini proveranno ad esserci per l'ultimo sforzo stagionale. Buone sensazioni per il francese che già ieri ha svolto lavoro sul campo e oggi punta al rientro in gruppo. Meno chance per l'ex capitano che ieri era ancora out. Anche Venturino verso il rientro con i compagni.
Nel frattempo a Trigoria proseguono i colloqui tra Gasperini e Ryan Friedkin per pianificare il futuro. Sul tavolo i rinnovi, la scelta del ds e il settore giovanile. A proposito di quest'ultimo settore, è sfumata definitivamente la candidatura di Sbravati che lavorerà con Giuntoli all'Atalanta. Sul fronte direttore sportivo, invece, sempre in piedi le ipotesi D'Amico e Sogliano, così come il nome di Tognozzi che nelle ultime ore ha raggiunto l'Italia.