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La penna degli Altri

El Shaarawy, ultima all'Olimpico e poi l'addio: «Sono stati anni emozioni e gioie»

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Dieci anni a Roma (con in mezzo una stagione in Cina e otto con la maglia giallorossa addosso), sessantacinque gol e una Conference League alzata sotto al cielo di Tirana. El Shaarawy saluta e con lui se ne va anche un pezzo di storia recente del club. C'era il giorno dell'addio di Totti, c'era an-che all'ultima partita di De Rossi, nella notte magica della rimonta col Barcellona e in quella triste di Budapest. Trecentoquarantasei le presenze, tantissime e ad inizio stagione era lui il capitano perché per Gasperini la fascia va a chi ha giocato di più. E proprio con Gasp era arrivato l'esordio ma nel 2008 a Genova, città dove adesso potrebbe tornare per chiudere un percorso che nel mezzo lo ha anche visto protagonista con Padova, Milan, Monaco e Shangai Shenhua. (...) «Ci sono luoghi che diventano casa senza che tu te ne accorga. E poi, un giorno, ti ren-di conto che è stato molto di più… erano persone, emozioni, vita. Per me, questi 10 anni sono stati tutto questo. Sono arrivato qui con sogni, ambizioni e tanta voglia di di-mostrare. Me ne vado con il cuore pieno. Pieno di ricordi, di battaglie condivise, di gioie immense ma anche di momenti difficili che mi hanno fatto crescere, dentro e fuori dal campo», inizia così il post strappalacrime con il quale ha annunciato che il derby di domenica sarà l'ultima partita davanti ai tifosi della Roma. (...) Ci aveva sperato nel rinnovo Stephan, ma negli ultimi giorni le speranze si erano pian piano esaurite. è' il momento di salutarsi, magari con la qualificazione in Champions. A proposito, l'ultima volta che la Roma che l'ha conqu-stata lui c'era. La Curva Sud gli renderà omaggio e lui ringrazierà tutto il popolo giallorosso. (...) Tanti i messaggi dei compagni,da Pisilli a Koné passando per Mancini. Il più bello, però, arriva da Aldair: «Ci sono giocatori che fanno rumore. E altri che si fanno rispettare con il lavoro, il silenzio e l'amore per la squadra. Stephan per me in questi anni è stato questo. Sempre pronto, sempre corretto, sempre al ser-vizio della Roma. Uno così farebbe comodo a qualsiasi squadra. In bocca al lupo per tutto, ragazzo». El Shaarawy prepara la valigia, ma prima di chiuderla vuole salutare con il quarto posto.

(Il Messaggero)

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