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La penna degli Altri

La fine del modo

ranieri

Decisione inevitabile, sbagliato il modo. Un comunicato dietro l'altro e il romanzo di Claudio Ranieri con la Roma si è chiuso male. Malissimo. Con una scelta unilaterale, dal momento che giovedì scorso il senior advisor aveva chiarito a Jason Morrow e Ed Shipley, il braccio destro e il mister Wolf dei Friedkin, che non si sarebbe dimesso. Sollevato dall'incarico. La preghiamo, domani non si presenti a Trigoria: è andata più o meno in questo modo. Spiazzato ma non troppo, Ranieri ha inseguito una chiusura condivisa; soluzione che anche nella mattinata di ieri non è stata trovata. La sua irritazione ha toccato punte insospettabili non appena la società ha emesso un comunicato che l'ex allenatore ha considerato offensivo, in particolare nella parte finale che sfiorava temi tecnici. [...]

L'aspetto paradossale della vicenda è che i Friedkin sono molto sensibili alla reazione della piazza e insomma mi sorprende che non abbiano calcolato il fatto che i tifosi della Roma - oggi in maggioranza dalla parte dell'allenatore e della società - avrebbero gradito un finale rapido e povero di veleni. Nelle pieghe della ruvidezza si nasconde il paradosso. Nel comunicato si celebrano i poteri assoluti di Gasperini e contestualmente lo si espone al massimo rischio. Ora, che sia vero o meno, incarna la figura che ha allontanato Ranieri e siccome il rapido oblío non risparmia nessuno, Gian Piero non potrà più sbagliare un solo passo ad iniziare al Dall'Ara. Se parte male, in questo mini-campionato di fine stagione giocato soprattutto con sé stesso, è fregato. Ha alle spalle la pesante ombra del passato, Ranieri, e davanti a sé un percorso in cui alla prima curva presa male gli rinfacceranno anche colpe non sue.
Con una risoluzione condivisa, anche solo di stampo dialettico, si sarebbero salvate le apparenze perché è vero che l'ipocrisia è deteriore, ma il momento in cui si esce di scena resta negli occhi e c'è anche un certo modo di non sembrare. Decidendo di andare à la guerre comme à la guerre i Friedkin hanno dato spazio alle fazioni, spalancato la Pandora giallorossa. Un gesto di una sottovalutata pericolosità che rischia di sporcare la stagione corrente. Anche Gasperini non meritava tutto questo. [...]

(corsport)

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