La penna degli Altri
A rischio flop
Sei anni di vorrei ma non posso. Colpe sparse qua e là, non sempre ascrivibili agli allenatori, ma anche; non sempre ascrivibili (solo) alla società, ma anche. Risultato: quest'anno è come gli altri. La Roma può essere guidata da un mostro sacro come Mourinho, da un cuoricino dei tifosi come De Rossi, da un top come Gasperini (Juric è stato un abbaglio e non lo menzioniamo e come lui Ranieri, che ha preso la squadra dai bassifondi, sfiorando la qualificazione in Champions), il risultato è sempre lo stesso. Al massimo, dopo 33 giornate, questa squadra (seppure cambiando molti interpreti in campo e fuori, con i Friedkin siamo al quarto ds) si è assestata sui 58 punti, mai raggiungendo il traguardo sperato (e ormai maledetto) del quarto posto Champions, che manca ormai da otto anni. (...) Possibile che la Roma non abbia
mai avuto una squadra da quarto posto? No. Possibile che non si possa pensare di essere per una volta il Bologna, che in una stagione magica, in Champions c'è andato? Evidentemente no, non si può. La proprietà ha svolto un lavoro a metà, si è messa al fianco due graditi ai tifosi come Ranieri e poi ha scelto Gasp ma non lo ha assecondato del tutto; i punti a favore del tecnico in questa querelle, sono l'assenza di un centrocampista (lui pensava fosse Rios invece era EI Aynaoui) e di un esterno sinistro e il non aver potuto lavorare a Trigoria con gente sua al 100%. È vero, non sono arrivati tutti i calciatori di cui aveva bisogno, ma a gennaio ha avuto un cen-travanti come Malen: la Juve, orfana di Vlahovic, fa la conta coni mezzi flop Openda e Davis, il Milan ha giocato con Leao là davanti e a gennaio è stato preso Fullkrug che ha inciso poco. E infine il Como: possibile che Kempf sia più forte di Ndicka, tanto per fare un esempio? (...) La squadra ha vinto tanto, 18 volte in campionato, ma
ha ne ha perse 11, più 3 in Europa League e una in Coppa Italia. Sette punti nelle ultime 6 gare di campionato sono pochi, come pochi sono i 6 ottenuti contro le prime 6 (tre con il Como, uno con Milan Napoli e Juve). Il girone di ritorno della Roma è malinconico: su 14 gare 22 soli punti, uno in meno del Genoa, gli stessi di Lazio e Sassuolo. (...) Non a caso, la squadra di Gasp ha cominciato a calare da gennaio, quando sono deflagrati i primi problemi interni. Era il periodo di mercato: tanto chiacchiericci e ritardi colpevoli, Raspadori, Zirkzee, poi Malen, quindi Zaragoza e i vari giovanotti come Venturino e Vaz di cui Gasp non aveva bisogno. Dai sogni alle poche certezze. Poi ci si sono messi gli infortuni:17 lesioni muscolari sono un bel bottino, che ha mandato in tiltla lima Giocare senza Koné, Wesley, Pellegrini, Soulé, più le assenze di Angelino, Dovbyk e Ferguson hanno fatto il resto. (...)
(Il Messaggero)