La penna degli Altri
L'ultimo strato di Pelle
Su Lorenzo Pellegrini, in questi anni di Roma, s'è detto e scritto e pensato, ridetto e riscritto e ripensato di tutto. Ma c'è un aspetto che va lasciato stare e non va messo in discussione, perché — qui sì — sarebbe mistificare la realtà. E cioè che non abbia l'infinita ed evidentemente innata capacità di rialzarsi. Quanto accaduto negli ultimi 20 giorni, dal punto di vista calcistica e personale, è una specie di Bignami della sua vita/carriera: rigore procurato e prestazione assai negativa a Genova, quattro giorni dopo gol al Bologna in Europa League e poi prestazione al ritorno che ha permesso alla Roma tutta di aggrapparsi fino ai supplementari. In mezzo, e fuori dal campo, pure un'altra vittoria, il rinvio a giudizio di quel Fabrizio Corona che l'aveva tirato dentro a una vicenda sporca. E un messaggio per sé, per i compagni, vale per tutti: dal-la polvere si può venire fuori. Sempre. (...) Il centrocampista è in scadenza, ma siamo ormai a fine marzo e tra il giocatore e la società non c'è mai stato neppure un contatto per parlare del rinnovo. Di più: neppure per spiegare la situazione, tempo-reggiare, un «parliamone più avanti» che almeno un segnale sarebbe stato. E allora pare difficile che da qui in poi lo scenario cambierà. Pellegrini ha un ingaggio alto, che tra stipendio fisso e bonus pesa sulle casse giallorosse per poco meno di 12 milioni lordi all'anno. Che non fosse possibile andare avanti su questi numeri è stato chiaro fin da subito. Ma non è stato neppure affrontato il problema, perché a fronte di una riduzione sensibile dell'attuale stipendio una possibilità di accordo si sarebbe potuta trovare. Oggi, chissà se è ancora possibile. (...)
(corsera)