II ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Io, oltre a Francesco Totti, per questa partita farei tornare alla Roma Nikolino Kalinic. Adesso fa il dirigente all’Hajduk Spalato, si rimette gli scarpini stanotte per riprendersi quel gol sotto la Sud che Massa gli ha ingiustamente tolto. (...) Peccato, poi, che non ci sia Michael Folorunsho, ma non per cantargliene quattro, semmai solo il buon compleanno visto che l’ha fatto l’altro ieri. Rancore – e rigore – a parte, questa partita è come tutte le altre: da vincere. (...) Non sarà ovviamente cosa scontata, anzi, e al di là delle ultime annate, contro il Cagliari abbiamo giocato partite dolorose (la prima di Luis Enrique in campionato, l’ultima di Zeman con la Roma). (...) Forse vedremo Zaragoza, sicuramente Malen, tifando in particolare per un suo gol per non sentire già giudizi senza senso, ancora più certamente vedremo una squadra che 1, X (poche) o 2, è stata sempre dentro ogni partita che ha giocato,merito soprattutto di un tecnico che è arrivato da un semestre e che con una squadra – prima di gennaio – inferiore a quella dello scorso anno (Paredes, Saelaemaekaers e persino Shomurodov - rispetto a Ferguson – in meno, solo Wesley titolare in più, senza aver mai avuto Angelino, e con un El Aynaoui da far crescere dalla panchina) sta accelerando il processo di crescita e facendo una cosa persino più importante dei risultati: imporre la cultura del lavoro.
Io oltre a far tornare Totti, e più che parlare di rinnovi di giocatori in scadenza o di prestiti da riscattare/rinnovare, allungherei già di un paio d’anni il contratto a un allenatore che se gli dici del ritorno di Totti ti risponde: “Lo farei giocare subito, ma si deve allenare tanto però eh…”. Pensa tutti gli altri che dovrebbero fare secondo Gasp: lo dovranno fare.