La penna degli Altri 02/04/2025 08:02
Gasp ha chiesto un'altra Roma

Conta più l'ambizione o l'identità? È ciò che nelle ultime settimane si sta chiedendo Gian Piero Gasperini, e in qualche modo la stessa Roma, vagliando i pro e i contro di un matrimonio che possa essere per entrambi d'amore e non di convenienza. Che la pubblica chiusura di Claudio Ranieri all'arrivo dell'allenatore dell'Atalanta sia stato un modo per proteggere il presente di entrambi i club, è noto a parecchi osservatori. Le parziali verità "finalizzate" (è vero che i tecnici non si parlano, ma sono in contatto grazie a intermediari) sono del resto parte integrante del calcio, e quindi il tecnico piemontese sa bene di essere in realtà ancora in corsa per la panchina giallorossa. (...) Gasperini ha piena consapevolezza che, se andrà via dall'Atatanta (e non è ancora detto che accada, visto che i Percassi stanno tornando alla carica per il rinnovo), per lui si materializzerà l'ultima chance di scudetto, e proprio per questo non intende fare gli stessi errori di accondiscendenza commessi nel 2011 durante la breve parabola interista. Questione d'identità, appunto. Per questo - avendo chiaro come l'attuale rosa della Roma poco si adatti al suo calcio di aggressione, corsa e alta intensità - sa che occorre una ristrutturazione alla radice, in grado di portare a Trigoria sei-sette talenti giovani, non necessariamente costosi, ma capaci di seguirlo in ogni suo desiderio. Morale: è necessario fare spazio ai volti nuovi, salutando tutti quelli che non ritiene siano adatti al suo progetto tecnico. E gli addii farebbero rumore, perché Gasperini vuole rinunciare a giocatori come Dovbik, Dybala, Hummels, Paredes e Pellegrini, cioè tutta gente che finora ha rappresentato la vetrina giallorossa. (...) Le loro caratteristiche tecniche - non si attaglierebbero al gioco dell'artefice del miracolo Atalanta. Cosa che invece potrebbero fare Celik, Ndicka, Koné, Pisilli e Svilar. Sarebbero invece in bilico, ma non scartati, Abraham - se non restasse al Milan - Baldanzi, Mancini, Rensch e Cristante, anche se quest'ultimo è desiderio della società cederlo. Discorso diverso per Soulè, cu sui Gasp sarebbe disposto a lavorare (...)
(Il Messaggero)