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La penna degli Altri

“Mi sto vergognando di voi”. Così Mourinho ha cambiato la partita

Mourinho Juve Roma

“Mi sono vergognato di loro. Nel primo tempo abbiamo avuto solo c…o. E non parliamo di tattica, ma di atteggiamento: non possiamo arrivare a giocare qui in quel modo“. Basta questa istantanea di José Mourinho per raccontare le difficoltà che la sua Roma ha incontrato nella prima frazione di gioco contro la . È bastato poi un lampo nel secondo tempo per scacciare i fantasmi del passato, di una tradizione negativa all’Allianz Stadium che sembrava non voler lasciare scampo alla Roma ancora una volta. E invece, dopo ben 60 minuti di sofferenza, apnea e poca lucidità di gestione del pallone, arriva la giocata che risolve la sfida e regala un punto prezioso alla squadra dello Special One. L’angolo avvolgente di capitan Pellegrini, la girata acrobatica di Dybala che torna “a casa” e regala l’assist (50esimo in Serie A) per il primo gol stagionale di Tammy Abraham: con il colpo di testa che supera , l’inglese riscuote il credito che aveva con la fortuna, dopo il gol annullato nella sfida dello scorso anno nell’impianto torinese. Ma è un punto frutto anche di un’intuizione tattica del portoghese che, dopo le enormi difficoltà iniziali, ha stravolto la squadra. Mou vede la squadra in bambola, all’intervallo lascia negli spogliatoi Mancini e Spinazzola, cambiando copione tattico alla gara e ridisegnando la squadra. Con la retroguardia a quattro, la Roma guadagna campo, Matic sale in cattedra e gli strappi di riescono finalmente a dare profondità alla manovra giallorossa. L’analisi della gara dello Special One è durissima: “Nell’intervallo ho detto loro che mi sono vergognato di essere il loro allenatore. A Foti (il suo vice) ho detto di pregare per finire con il risultato di 1-0 il primo tempo, sarebbe stato un risultato fantastico. Ma non abbiamo avuto meriti, siamo stati solo fortunati a finire così. La prima costruzione dal basso piena di errori, è stata dura togliere Mancini, perché secondo me i tre difensori sono stati vittime di un gioco orribile dei quinti e dei mediani”.

(La Repubblica)

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