La penna degli Altri 25/11/2021 07:38

Mourinho: “È come una finale”. Zaniolo dal primo minuto

“Se vinciamo siamo dentro, se perdiamo siamo fuori. È una finale sia per noi che per loro”. Non era prevedibile che, in un girone così facile della neonata terza coppa europea, la Roma si trovasse in questa condizione alla quinta partita. La fortuna è che l’avversario è lo Zorya Luhansk, quinta in classifica nel campionato ucraino, numero 86 nel ranking Uefa (la Roma è al 13), battuta 3-0 dai giallorossi nel primo confronto e staccato di un punto in classifica. Questo è il prezzo da pagare per il doppio passo falso contro il Bodø. Dopo le due panchine contro Venezia (14’ entrando dalla panchina) e (totale) ci sarà un’opportunità per Zaniolo: “Non mi aspetto nulla di particolare dalla sua partita perché mi aspetto tutto dalla partita della squadra. Come squadra abbiamo vinto bene a Genova e come squadra dobbiamo vincere con lo Zorya. Non mi aspetto nulla di diverso da Nicolò rispetto a quello che mi aspetto dagli altri. Gli ho detto che per il modo in cui ha festeggiato a Genova, pur non giocando un minuto, per me è come se avesse giocato tutta la partita. Mi aspetto un giocatore di squadra, ma nulla da Zaniolo come individuo“. Vina e Calafiori hanno lavorato in gruppo ma è probabile che anche per stasera la Roma giochi con la difesa a tre: "Non vi dico il sistema di gioco ma, oltre a Zaniolo, vi dico che giocheranno Veretout (squalificato in campionato per domenica, contro il Torino; ndr), Mancini e Smalling. Far giocare Chris a Genova per 90 minuti sarebbe stato un rischio, è andato in panchina e nel momento in cui Kumbulla era in difficoltà è stato pronto per giocare qualche minuto e aiutare la squadra a vincere. Nei giorni successivi, da domenica in poi, si è allenato. In questo momento è in condizione di iniziare la partita e giocherà“. Non è disponibile l’uomo del momento, cioè Felix, che si è fatto conoscere da tutti con la splendida doppietta segnata a Marassi. Il giovane ghanese non è stato inserito nella lista Uefa, ma non è stato un errore di valutazione. Non poteva entrare nella lista B, quella aperta ai giovani, perché servono almeno due anni di militanza nel settore giovanile del club di appartenenza e lui ne aveva uno solo.

(corsera)