La penna degli Altri 11/06/2021 07:59

Fateci sognare

IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Ci siamo! Da oggi basta parole, pronostici e scaramanzie. Da oggi conta solo giocare (bene), vincere e fare divertire l’Italia. È questo il compito arduo del ct Mancini e della sua nazionale che proveranno a riportare il titolo in Italia cinquantatre anni dopo. Europeo che, seppur con un anno di ritardo, gli azzurri giocano «parzialmente» in casa. All’Olimpico di Roma (con solo il 25% della capienza causa Covid per un totale di circa 15mila spettatori), dove si giocheranno le prime tre partite di un girone che vede l'Italia favorita con l’insidia Svizzera e lo scivoloso esordio di questa sera contro la qualità della Turchia: gente che sa giocare al pallone e che ci conosce molto bene. Mancini ci arriva con una striscia positiva incredibile, visto che da quando siede sulla panchina azzurra non ha mai perso una partita viaggiando a una media impressionante: venticinque successi e due soli pareggi. Certo, fin qui gli azzurri di Mancini non hanno mai incontrato delle corrazzate, ma arrivano comunque col vento in poppa. Ci sono nazionali più accreditate per il successo finale (la Francia su tutte), ma il primo obiettivo è quello di arrivare alle fase successiva: poi si vedrà, perché partire a fari spenti ha sempre portato bene all’Italia. Ieri ultimi frenetici preparativi, un ultimo guaio costato il forfait al romanista Pellegrini fermato da un problema muscolare che non ha fatto altro che allungare l'infinita striscia di infortuni capitati quest’anno ai romanisti. «L’amarezza è molta, ma io ci credo. Forza ragazzi, Forza Italia... Tutti insieme» il messaggio del giallorosso prima di lasciare il ritiro azzurro, il suo posto all’Europeo e la maglia numero 7 a Castrovilli. Ieri il nuovo riferimento dello sporti italiano, Valentina Vezzali, è passato nel ritiro azzurro per un ultimo «in bocca al lupo», che sa tanto di scaramanzia. Riti sociali come quelli che vedranno Erdogan junior in tribuna all’Olimpico insieme al ministro turco in rappresentanza del suo Paese che con l’Italia in questo ultimo periodo ha avuto più di qualcosa da ridire. I conti si faranno stasera sul campo, perché da lì non si scappa: chi vince decolla chi perde resta indietro sperando di poter recuperare alla prossima. L’Italia dopo la Turchia avrà la «sfida diretta» contro la Svizzera sempre all’Olimpico mercoledì sera, quindi partire bene sarà determinante non solo per il morale. Chi di Italia se ne intende non ha dubbi sulla qualità di questa nazionale. Marcello Lippi l’ha seguita, l’ha vista crescere e dall’alto del suo titolo mondiale vinto non ha dubbi: «È una squadra che ci crede, che sa vincere e che gioca un calcio propositivo. Tutti hanno voglia di mettere a disposizione della squadra le proprie qualità». E per un’Italia così, c’è una nazione che ha bisogno di tornare a sorridere dopo un anno devastante: di tornare a svagarsi, a pensare a cose meno pesanti di pandemia, economia in crisi e di una ripresa lontana anni luce. L’Italia spinge gli azzurri a testa bassa e da stasera questo popolo di ex navigatori, lascerà le cattedre di virologia occupate negli ultimi mesi e diventerà di nuovo un popolo di commissari tecnici.