La penna degli Altri 13/10/2019 08:49

Missione compiuta. L'Italia è tornata

IL TEMPO (S. PIERETTI) - Eureka. L'Italia trova la qualificazione ai prossimi Europei itineranti del 2020, col primato del girone già in tasca. Non era così scontato considerando l'eredità raccolta da Roberto Mancini, sapiente che ha saputo ricostruire una squadra dopo il fallimento della mancata partecipazione ai Mondiali di Russia 2018. All'Olimpico, dove gli azzurri esordiranno all’Europeo il prossimo 12 giugno, è stata una festa con oltre cinquantacinque mila spettatori, la cornice è stata quella delle notti migliori, la maglia verde indossata dagli italiani non ha resto meno bello il quadro, carico di adrenalina, emozioni e tricolori al vento. Un amore così grande, gli italiani ritrovano la fidanzata di sempre, quella squadra che sa emozionare come nessun'altra passione.

La squadra di Mancini si è impossessa subito della partita, ma il primo pericolo è ellenico; D'Ambrosio sbaglia la linea del fuorigioco, e a Grecia arriva a minacciare concretamente la porta italiana: Donnarumma respinge il destro velenoso di Limnios con un intervento impegnativo. I nipotini di Leonida vendono cara la pelle e non vanno troppo per il sottile; Immobile rimedia una gomitata in faccia da Chatzidiakos che viene ammonito. La Grecia non sembra venuta in gita nella Capitale, pressa in maniera ordinata, ha capacità nel recuperare palla, meno nell’ingegneria della manovra. Gli Azzurri sembrano quasi bloccati, sono attanagliati da quella sana tensione che ammanta testa e corpo negli eventi decisivi; in fondo è una Giovane Italia, rinascimentale, nei costumi e nel cuore. L'Italia fatica ad alzare l'intensità di gioco facilitando gli avversari, mancano gli inserimenti tra le linee, le verticalizzazioni, il movimento senza palla degli attaccanti: la prima mezz'ora vanno in scena una serie di passaggi accademici che non portano ad alcuna conclusione a rete.

Mancini è costretto a inserire Bernardeschi già prima dell'intervallo per un infortunio di Chiesa che al 39' lascia il terreno di gioco. Nella ripresa lo spartito è identico: l’Italia scarsamente aggressiva nel palleggio, il centrocampo continua a essere piatto, i lanci di Bonucci prevedibili, le giocate di Insigne di facile lettura per gli avversari. Bernardeschi cerca la soluzione personale con un sinistro da venti metri che si perde sul fondo. Ora il pressing della Grecia si fa meno intenso, e quindi meno efficace; le energie iniziano a scarseggiare, gli azzurri guadagnano campo e si rendono pericolosi con Immobile che incorna un bel cross di Spinazzola trovando la pronta respinta del . Anche i difensori italiani si trasferiscono in pianta stabile nella metà campo avversaria per manovrare al meglio, ma quando Verratti perde un pallone velenoso sulla trequarti, sudano freddo per l'occasione mancata da Kouloris che calcia sull'esterno della rete dopo un cross radente di Limnios che taglia tutta l’area. Ma l'Italia insiste, cerca di sbloccare la partita e trova l'episodio propizio quando sul cronometro corre il sessantaduesimo minuto: Insigne calcia a rete dall'interno dell'area. Bouchalakis intercetta volontariamente con un braccio: rigore. Dal dischetto Jorginho spiazza Paschalakis firmando il vantaggio. Poi, al 77’, arriva il raddoppio di Bernardeschi che piazza un sinistro mortifero alle spalle del greco. Siamo in Europa da primi del girone grazie al pareggio dell'Armenia, adesso andiamo a comandare. «I ragazzi sono stati bravissimi - esulta Mancini - ma vorrei prima di tutto ringraziare il pubblico dell’Olimpico. Erano in tanti e ci hanno sostenuto anche nel primo tempo quando non siamo statoi brillantissimi forse perché un po' contratti. Dedichiamo questa vittoria ai bambini del Bambin Gesù».