La penna degli Altri 16/09/2019 07:07

Roma, comincia lo spettacolo

IL MESSAGGERO (U. TRANI) -   Veloce, efficace, prepotente e dominante. La Roma entra finalmente in scena e sistema la sua classifica, piazzandosi in scia delle big. Fonseca, con il primo successo ufficiale nel nuovo club, irrompe nel nostro campionato: 4 gol in poco più di mezz'ora, contro il di De Zerbi, suo rivale in primavera per la panchina giallorossa. La vittoria (4-2) è alla fine meno larga di quanto racconta il film del match all'Olimpico. Alle reti di Cristante, , Mkhitarian e Kluivert nel primo tempo, vanno aggiunti i legni colpiti da Pellegrini, e Mancini nella ripresa. Il punteggio insomma sminuisce l'esibizione, anche perché poi la doppietta di Berardi, a risultato ormai in freezer, riapre il dibattito sulla fragilità della linea difensiva.

DOLCE STIL NOVO - L'impronta di Fonseca è, comunque, evidente. A prescindere dai debuttanti Veretout e Mkhitaryan, schierati in ruoli fondamentali per il sistema di gioco del portoghese: è scontato che abbiano integrato lo spartito giallorosso. Lo perfezionano e non solo nella costruzione. Il mediano è dinamico accanto a Cristante, fisicamente potente e presente. Anche lui con il piede educato. La coppia va. L'acquisto last minute, invece, unisce alla classe pure l'umiltà. Va in pressing con , Pellegrini e Kluivert e rientra a far reparto con i centrocampisti. In fase difensiva la Roma lascia il per il 4-4-2. O per il 4-1-4-1 se arretra Cristante, con Pellegrini più basso e vicino a Veretout. Ecco l'equilibrio mancato nelle prime 2 partite. Più che i nuovi, sono le posizioni. A destra si sacrifica Kluivert, confermato per la terza gara di fila. Escluso Zaniolo che poi entra e bene. Scelta tecnica e soprattutto mossa indovinata. Il rombo offensivo timbra il successo. Perché, in coincidenza con il vantaggio di Cristante, sale in cattedra Pellegrini e fanno centro , Mkhitaryan e proprio Kluivert che, sullo 0-0, si vede anche assegnare e subito dopo togliere un rigore che in effetti non c'è perché Peluso prende il pallone. L'arbitro Chiffi dice sì, il Var Giacomelli no.

TRACCIA D'AUTORE - E' Fonseca che fa la differenza. Più dei nuovi. Lunedì scorso Petrachi, in un colloquio a Trigoria, diede forza al suo . Che, confermato contro il del , comincia a dare un senso al lavoro fatto durante l'estate. La Roma spopola proprio in attacco, dove il portoghese la vuole coraggiosa. Pellegrini, avanzato da trequartista sotto gli occhi del ct Mancini, è la soluzione. Suo il corner per il gol di Cristante (1-0), sua l'imbucata per la rete di Mkhitaryan (3-0) e sua la verticalizzazione per lo scatto vincente di Kluivert (4-0). E il palo ad inizio ripresa. La sua qualità ha premiato l'allenatore che ha insistito con il suo stile di gioco.

SPINA STACCATA - La Roma esagera fino all'intervallo: è dal 27 aprile 2008 che non chiude il primo tempo avanti di 4 gol (4-1 al Torino). Al , vulnerabile al centro della difesa con Chiriches e Ferrari, lascia il possesso palla e il palo dell'ex Defrel, tiro sporcato da Mancini. La palla rimbalza sulla schiena di Pau Lopez: Berardi segna, ma in fuorigioco. Rete annullata. Il pubblico dell'Olimpico si diverte anche all'inizio della ripresa. Dopo il palo di Pellegrini, anche la traversa di , incornando di testa su cross di . Bernardi segna su punizione: Pau Lopez in ritardo. Prende il palo anche Mancini, sempre con un colpo di testa. I giallorossi sono sazi. Anche stanchi e sanno gestire come chiede Fonseca. Zaniolo, in campo per Kluivert, prova a svegliare i compagni. e sbandano. Doppietta di Berardi. Debutta pure Spinazzola, fuori . Nel finale l'Olimpico regala la standing ovation a Pellegrini e fischia Pastore che lo sostituisce. E che si pappa il gol più facile: a porta vuota, sfiora di testa su pennellata di Zaniolo, protagonista come nel derby.