La penna degli Altri 20/06/2019 09:00

Stadio Roma, Morassut: "Non sono contrario, ma si doveva spiegare che non andava bene a Tor di Valle"

CORSPORT - Roberto Morassut, da pochi giorni entrato nella segreteria nazionale del Pd con la delega alle Infrastrutture, aree urbane e periferie, ha rilasciato un'intervista al quotidiano sportivo sulla questione stadio della Roma a . In passato ha avuto incarichi di responsabilità in Campidoglio ed è membro dell'Istituto Nazionale di Urbanistica.

Onorevole Morassut, il Comune si è irrigidito sul punto chiave della contestualità dell'apertura dello stadio legata alla realizzazione completa delle opere pubbliche.
«Qui non c'è un problema di rigidità, ma di rispetto delle regole, perché per ogni intervento di una certa consistenza la garanzia delle opere pubbliche già funzionanti fa parte della legislazione urbanistica e questo è l'elemento preliminare. Poi c'è la legge degli stadi che ha stabilito l'interesse pubblico, imponendo che nel caso specifico ci sia il rispetto della contestualità».

Tra il Comune e i proponenti non c'è ancora intesa sulla convenzione urbanistica.
«Il problema è: perchè siamo anivati a questo punto? Perchè la gestione di tutta questa vicenda, partendo dal correttissimo atteggiamento della Regione che ha posto attenzione all'interesse pubblico, sia stata pedestre da parte del Comune? Si è votato un interesse pubblico che in realtà non c'era, portando a sbattere la Roma che si è fidata e prendendo in giro cittadini e tifosi. La gestione ha finito per essere pasticciata, con il rischio che la situazione ora sia compromessa, senza conoscere le conseguenze di carattere finanziario oltre che amministrativo. Io sono anche tifoso e mi dispiace molto che alla Roma non sia stato fatto un trattamento benevolo. Tutto questo si è tradotto in un grave danno d'immagine, oltre che economico. Un amministratore deve indicare le strade percorribili, invece in questo caso i cittadini sono stati presi in giro»».

Una storia che va avanti da otto anni e che ha avuto anche l'avallo della giunta Marino.
«Sulla questione dello stadio è stata quasi una meteora, ha attraversato questa vicenda quasi di striscio. Mentre sostanziale è stata la posizione di Alemanno, che ha cominciato il pasticcio e poi il pasticcio più grande lo ha concluso il M5S, che aveva fatto la campagna contro lo stadio, poi ha cercato di cavalcare un'onda populistica sulle vele della curva, per conquistare il consenso dei tifosi in modo irresponsabile. Così ha pasticciato le cose, modificando un progetto, il quadro dei conti e non dicendo la verità. La localizzazione è complicata e la complessità dell'area è stata subito evidente. Non sono mai stato contrario allo stadio, ma si doveva spiegare che non andava bene quell'area e si potevano trovare insieme altre soluzioni. Adesso non so come si possa ripartire, ormai la questione di un impianto, che il senso comune di una città avverte, in qualche maniera si dovrà risolvere». 

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