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La penna degli Altri

Pellegrini, storia di un predestinato

Pellegrini

Una prestazione da centrocampista totale, che conferma le doti di questo ventunenne che ha tutto per diventare in tempi brevi il Gerrard italiano e che giustificano la preoccupazione del suo procuratore, Giampiero Pocetta, che finora non lo aveva mai visto utilizzato se non per 6’ (da terzino) contro l’Atalanta e per 12’ contro l’Atletico in una squadra ormai costretta a una difesa a oltranza. Non è semplice per gestire al 100% una rosa ampia e tanti bravi giocatori, ma Pellegrini sembra davvero un predestinato e, come tale, bisogna trovargli spesso un posto, anche a costo di dare un turno di riposo in più a qualcun altro. Intervenendo a Roma Radio, ieri, Pellegrini ha fatto un punto sulla sua partita e su quella della Roma: «Per metabolizzare il gioco che vuole il mister ci vuole un po’ di tempo, ma noi siamo a buon punto e in allenamento si iniziano già a vedere molte cose positive. Sulla mia fascia c’ero io, che conosco quello che devo fare, ma sulla corsia opposta Kolarov e hanno interpretato bene la partita. Dipende anche come ti trovi con i compagni e sabato sera è andato tutto bene. Il mister cerca di dare un’impronta, facendoci entrare in campo sapendo quello che bisogna fare, ma molti movimenti sono determinati anche dagli avversari.».

(corsera)

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