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La penna degli Altri

La Roma alla prova del tre

di francesco conf screen 2

IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) - La crescita passa dal gioco, quindi dalle prestazioni e inevitabilmente dai risultati. Eusebio ne è consapevole e sa che la vittoria, oggi contro l’Udinese (ore 15, l’ultima allo stesso orario lo scorso 15 aprile), regalerebbe alla Roma un altro pizzico di fiducia in più. Fino a ora, Eusebio ha sbagliato davvero poco, sia nelle scelte sia nei risultati. E lo vediamo perfettamente a suo agio anche nella comunicazione verso l’esterno («sto bene qui dentro e con i tifosi»). Chiaro, sincero con i suoi e con chi è tenuto a giudicare il suo lavoro. Del resto lui è stato il primo critico, dall’amichevole nefasta di Vigo, passando per la sconfitta con l’ fino allo zero a zero («siamo stati in balia dell’avversaria», sue parole) contro l’Atletico . Critico anche nelle vittorie, tipo quella con il Benevento, quando ha parlato di «superficialità». Sa che c’è da migliorare. Crescere, appunto. è uno che non guarda in faccia nessuno, esaltando i sui calciatori, ad esempio , oppure stimolandoli, altro esempio o Under. E poi è stato chiarissimo pure sulla questione preparazione, facendo capire che la tournée estiva dà più problemi che vantaggi. non ha ancora la squadra al completo ma per ora si accontenta. Aspetta e spera. Sta portando avanti le sue idee di calcio, pronto a cambiarle o modificarle quando avrà tutti a disposizione, leggasi Schick e Karsdorp, due titolari che praticamente non ha mai avuto.
CONTINUITÀ – In questa fase di attesa c’è bisogno di non fermare la striscia di vittorie, dopo quella con Verona e Benevento, ci vuole il successo con l’Udinese e quindi con il Qarabag, per poi presentarsi a San Siro e giocarsela a petto in fuori. Lo sforzo dovrà portare la Roma a ridosso delle big prima della sosta, sempre con una partita da recuperare (contro la Samp, saltata per il maltempo). Lui è fiducioso e anche ieri lo ha ribadito. La frase emblematica è questa: «Credo di allenare una squadra forte, che può competere con e , che hanno dimostrato di avere maggiore solidità. Abbiamo cambiato tanto, ma stiamo recuperando terreno, condizione e consapevolezza. Queste vittorie, non prendendo gol, ci devono dare maggior forza. Dopo l’Udinese parleremo di percorso di crescita. Questa Roma si basa sul collettivo. I calciatori ti fanno vincere le partite, ma se tutti insieme ti portano le vittorie, preferisco. Questa squadra è cresciuta tantissimo negli allenamenti e questo fa la differenza: ciò che si fa in allenamento si fa in partita». Questo disse anche dopo Vigo, ma suonava in senso negativo e sentir esprimere questo concetto oggi significa che la squadra è cresciuta e che soprattutto il suo lavoro funziona, viene metabolizzato.
ROTAZIONI VINCENTI – Determinante è stato e sarà la gestione del . Specie ora. «Il è valido quando si raggiungono determinati obiettivi, ho parlato sempre di collettivo, mai di singoli, due giocatori per ruolo, non di titolari e riservi. Tutti sono indispensabili per raggiungere un obiettivo importante». Gestione del e gestione del famigerato ambiente romano (mah!). «Critiche e il gradimento ci sono sempre ovunque. Quello che non mi piace è partire prevenuti, io lavoro per la Roma e non per me stesso. Quando vado in giro sento grandissimo affetto da parte di tutti, anche qui dentro (in sala stampa, ndr) mi sento bene». Qui dentro.

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