La penna degli Altri 08/05/2016 13:38

La Roma e Totti vogliono fare festa

totti profilo

IL TEMPO (A. AUSTINI) - Sole, stadio pieno, la curva no ma meno vuota del solito, pronto a stupire ancora e più sereno sul futuro. Poteva essere la sua ultima gara all’Olimpico, invece il Roma-Chievo di oggi all’ora di pranzo ha tutte le premesse per una festa senza lacrime. Detto che i giallorossi hanno l’obbligo di vincere, l’obiettivo è mettere altra pressione, almeno per qualche ora, al di scena nel posticipo in casa del Torino: basterebbe un pari per l’aggancio che equivarrebbe al sorpasso in ottica secondo posto.

lo definisce un «miraggio, un miracolo» e ricorda che l’attuale terza piazza «era quasi impossibile da raggiungere visto da dove siamo partiti». Sottolineati per l’ennesima volta i meriti dei suoi ragazzi, il tecnico dà un’altra dimostrazione del suo nervosismo di fondo: la questione e in parte quella di gli tolgono serenità per come vengono raccontate. «Perché se qualcuno mi "purga" segnando un gol aiuta la Roma e quindi io sono felice», chiarisce a microfoni spenti.

In conferenza stampa era stato abbastanza chiaro. , che anche oggi dovrebbe partire in panchina, «sta facendo perfettamente - racconta - quello che volevo in termini di presenza dentro il gruppo, per condizione fisica, intensità e qualità negli allenamenti». Il capitano si è ritagliato un ruolo da protagonista nei minuti finali, convincendo la società ad offrirgli un altro anno di contratto da calciatore: tra stipendio, diritti d’immagine quantificati in circa un milione di euro, futuro da dirigente e quant’altro c’è ancora da discutere, ma il lieto fine sembra ormai scontato e per sarà un sollievo.

Da un attaccante all’altro, l’allenatore è addirittura infastidito da chi gli chiede perché sia finito in panchina: «Ognuno può essere parente di chi gli pare. Per me conta la squadra: in 17 partite abbiamo segnato una quarantina di gol. l'ho fatto giocare poco ed è colpa mia, non l'ho fatto sentire così comodo come altri ma è stata una scelta determinata da quello che vedo negli allenamenti. Per me sono importanti gli atteggiamenti e i segnali che mi danno». Stizzito anche dalla domanda sul «vero ruolo di che non so quale sia: io lo uso dove serve di più alla Roma», poi cerca di posticipare i discorsi di mercato: «Mi sembra che abbia detto che e restano, lui è uno specialista nelle trattative e son curioso - scherza citando il diesse - di vedere che gatto maculato sarà. Aggiungendo qualcosa io commetterei l’errore che chiedo di non fare ai giocatori: ci siamo creati l'opportunità di arrivare secondi e bisogna guardare solo a questo». E poi, al di là degli acquisti, per colmare il gap con la servirà un salto in avanti nella mentalità. «Abbiamo recuperato calciatori che possono darci tanto carattere: è una macchina, sempre uguale. Gli avevo detto che sarebbe stato nella lista e poi l’ho tolto ma lui ha continuato ad allenarsi allo stesso modo. Anche sta migliorando».

La formazione non la dice e dipende in parte da , frenato dalla botta a un piede: oggi provino decisivo, se resta fuori accanto a c’è Zukanovic, a meno che non decida di arretrare che ha bisogno di mostrarsi a in chiave Europei. Capitan Futuro è sfavorito nell’altro ballottaggio con , a destra rientra . E la cornice è finalmente degna della Roma: circa 55mila spettatori, «come ritrovare un grande amico» la metafora di . Che la festa cominci.