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Viola, la città non dimentica: alla Messa gli eroi dell’83

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IL MESSAGGERO - Una messa commemorativa, 25 anni dopo la scomparsa del presidente del secondo scudetto della Roma, Dino Viola. A Piazza Ungheria, nella chiesa di San Bellarmino. Tanti a ricordare ieri il presidente del ”violese”, giocatori dello scudetto e non (tra gli altri, presenti Nela, Righetti, Conti, Giannini, Desideri, Chierico) e vecchi dirigenti, come Ranucci, Vincenzo Malagò e Perinetti, più Abete. A rappresentare la Roma di oggi, Tonino Tempestilli e Gianni Castaldi. A fine cerimonia, per il saluto a tutti i parenti di Viola (i tre figli di Dino, cioè Riccardo, Federica e Ettore), è arrivato il dei giallorossi Mauro . Fuori la chiesa un grande striscione esposto da alcuni ragazzi del vecchio C.u.c.s: «Ci manca il tuo “violese” caro presidente. Ecco venticinque anni dopo l’omaggio della tua gente». Venticinque anni fa, la Sud all’Olimpico, lo aveva salutato così: «Roma dai sette colli tramanderà la storia di un uomo che, da solo, le ha dato tanta gloria. Ci hai lasciato un vuoto incolmabile, addio caro presidente».

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