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La penna degli Altri

Rinati il 27 maggio

No, non prendetelo in giro Gervinho per il gol che ha fatto ieri, oppure sì ma solo pe’ ride con lui, non per altro: Gervinho non lo sa, ma oggi è una risposta simbolica a tante cose, innanzitutto a chi strumentalizza il razzismo che con Balotelli non può c’entrare niente, perché il razzismo è una cosa seria e Balotelli no, e poi perché è come i genii: gli riescono naturali, come il sole d’Africa, le cose che ai "cittadini" del pallone appaiono impossibili, come prendere la palla e bersene quattro alla faccia di tutti in un bar che sembra chiuso, e poi incespicare sulle cose facili, e così un gol a porta vuota diventa palo, e un gol è soltanto un tiro ubriaco col sul sinistro.Gervinho sembra quello che per Baudelaire era un poeta, un Albatros, un principe delle nuvole e del volo ma che sulla terra con le sue ali da gigante non riesce a camminare. E’ un altro linguaggio il suo. Il nostro. Dal loro.

Le differenze tra Roma e non sono 5 punti, ma mille e mille e mille, senza possibilità mai di incontrarci nemmeno all’infinito. In fondo fa bene Antonio a starsene zitto, altrimenti diventerebbe dangerus e chissà verso quale epilogolo ci condurrebbero le sue parole. Magari fuori da un gironcino di . Almeno Ai fink so. Noi e loro. Roma e è uno scontro fra pronomi che ricomincia alla prima dell’anno come a dire: non smetterà mai. Noi e loro: inconiugabili. Noi, loro e gli altri. The Others. Gli scomparsi. Con quelli c’è un alfabeto di punti di differenza: 21. Ventuno modi per dirti sempre la stessa cosa, soprattutto se ti segna uno che si chiama Romulo: "ll mio nome è il simbolo della tua eterna sconfitta". Gli "altri" sono rimasti al 26 maggio 2013. Tra poco sarà un altro anno e non se ne sono accorti. Diteglielo. Aho è Capodanno, non se festeggia al 71’ eh. Benatiale a tutti! La vita continua e la Roma è vita. Tra poco sarà un altro anno e l’anno che verrà sarà il nostro giorno dopo. Quello iniziato e non finito ieri, con l’ultimo gol fatto da uno nato il 27 maggio, Gervinho, e col cambio più romantico possibile che (l’uomo che sorride coi ragazzini) si poteva inventare: un bambino al posto della Storia. Il nostro giorno dopo è gonfio di futuro, il nostro giorno dopo è una partita per lo scudetto e ha il volto biondo della sfida di un ragazzino del ’94 che si chiama Federico Ricci e che - non può essere un caso - anche lui nato un 27 maggio. Ha le iniziali del destino: Forza Roma.

 

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