E successo durante Roma-Napoli, è successo in maniera addirittura eclatante durante Milan-Udinese. Entrambe le squadre hanno avuto le curve chiude per i cori, la sanzione del Milan, più grave (totale chiusura di San Siro) è attualmente sospesa. E ciò nonostante i curvaroli ci hanno rifatto, a testimonianza che quella loro è proprio una sfida alle istituzioni. Rivendicano la libertà dinsulto, e se è razzista amen.
Nel frattempo si è messo mano alla norma che molto disturbava i manovratori, alleggerendola, diluendola e di fatto togliendo alle offese di discriminazione territoriale il connotato di razzismo. Pur essendolo in tutta evidenza. Vedremo a quale piega del regolamento si attaccheranno per non chiudere gli stadi come, a volte, si dovrebbe. E se per chiuderli bisogna purtroppo fare un torto anche a chi allo stadio si è comportato in maniera civile, non ha insultato nessuno, rimediare sarebbe molto facile: obbligo cioè di rimborsare gli abbonati degli altri settori. Del resto capisco che per una società sia difficile riempire il suo stadio di gente civile al 100%, ma il problema è suo e non può essere scaricato a piacere.
La ripetizione costante dei cori razzisti è la resa ufficiale del calcio di fronte allinciviltà delle sue curve e dei suoi tifosi. Una sconfitta totale, la liberalizzazione dellinsulto. In una perfida logica machiavellica che anche gli incivili sono clienti, ciò che non si può proibire viene consentito. Purtroppo.
La penna degli Altri 20/10/2013 19:16
La battaglia perduta dellantirazzismo. Gli ultras rivendicano il diritto di insultare. E il calcio glielo concede