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La penna degli Altri

Sempre primi. Il resto, applausi

La partita si chiude virtualmente al 26’, quando su un calcio d’angolo battuto da , si libera con imbarazzante facilità della marcatura di Antonsson e con il sinistro firma il secondo centro consecutivo dopo il capolavoro di Genova. Pioli si mette le mani nei capelli, ma dove non riesce a mettere mano è nelle gambe e nella testa dei suoi, semplicemente annichiliti, al punto che quando la Roma decide di prendersi qualche istante di pausa e lasciar calciare Diamanti, lui spara un sinistro esangue che pure non esce di molto sul palo lontano. Pioli allarga le braccia: contro una Roma così c’è poco da fare e quel poco di certo non può farlo il suo . Si ricomincia sotto un’acquazzone come non se ne vedevano da prima dell’estate, ma che non ferma i giallorossi, anzi. Al 2’ parte palla al piede dal cerchio di centrocampo, si libera di un paio di avversari e continua la sua corsa fino alla lunetta, dove lascia partire un centrale che Curci riesce perfino a trattenere. Sull’Olimpico continuano minacciosi i lampi, ma è dentro che va in scena la tempesta perfetta di . Il continua a non dare segni di vita, ma la Roma non è in vena di pietà e al 17’ colpisce ancora con Gervinho, imbeccato da una splendida apertura di , che l’ivoriano controlla all’altezza del vertice sinistro dell’area prima di scaricare all’incrocio un che fulmina ancora Curci. Talmente bello da sembrare facile e infatti poco dopo gli concede la standing ovation mandando in campo e dirottando dalla parte opposta. Pioli prova a giocarsi la carta Krhin e poi Rolando Bianchi, ma i due non la prendono mai. La prende invece benissimo Adem , che conferma le sue statistiche perfette all’Olimpico (tre partite e tre gol con quello di ieri), mettendo sotto la traversa un pallone che gli serve praticamente sulla linea di fondo. Difficilissimo, eppure bello. Troppo per non sembrare anche facile.

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