La penna degli Altri 24/09/2013 09:29
La spia di Garcia ribalta le partite
Una risposta si trova scavando nel maniacale lavoro di Garcia e del suo staff durante le gare. Come noto, il vice allenatore Frederic Bompard e il tattico Simone Beccaccioli (ingaggiato ai tempi di Luis Enrique) seguono dalla tribuna i primi tempi delle partite, per capire meglio dallalto cosa succede in campo. «Da lì - ha spiegato Bompard - si ha una visione più periferica del gioco a 360 gradi. Usiamo dei walkie talkie per comunicare con la panchina». A Livorno ci hanno provato con il telefono ma le telecamere hanno «pizzicato» Rudi, suggerendo il ritorno allutilizzo dei walkie talkie di servizio dello stadio, come successo nelle ultime due gare casalinghe, aspettando il chiarimento sulla regola richiesto dalla Figc alla Fifa. Il contatto diretto tra Garcia e il suo vice arriva comunque nellintervallo: i due si consultano, Rudi prende appunti su quanto visto dalla sua «spia» in tribuna, poi parla con la squadra. Così è successo anche a metà derby. E la Roma si è trasformata. Bompard non è lunico «consigliere» ascoltato dal capo.
Fondamentale è il lavoro dellaltro collaboratore dello staff Claude Fichaux, che segue invece tutta la partita da bordo campo. «È una relazione a 3, un lavoro di gruppo il nostro. Frederic - ha chiarito Fichaux - dà indicazioni dalla tribuna a Rudi, mentre il mio ruolo è quello di sostenere la squadra dalla panchina». Domenica si è allontanato da quella «aggiuntiva» nel quarto dora finale del derby e si è preso unammonizione dal giudice sportivo. Poco importa perché la Roma aveva già risolto la pratica. Il segreto sta anche nelle sostituzioni. Garcia cambia sempre uno o due uomini in attacco allinizio della ripresa. A Livorno e a Parma è entrato Gervinho, col Verona e contro la Lazio Ljajic. Gli uomini più freschi hanno sempre un impatto decisivo sulla sfida, con lultimo esempio fornito dal fantasista serbo nella stracittadina. Senza dimenticare i vari Borriello, Marquinho e Taddei.
Risultati e numeri sono dalla parte della nuova Roma che primeggia in tutte le statistiche del campionato. Miglior difesa, maggior numero di conclusioni dentro e fuori la porta, prima nel numero di palloni giocati, nella percentuale di passaggi riusciti e nellindice di pericolosità, terza nel possesso palla, quarta nella supremazia territoriale, a conferma di un atteggiamento non spregiudicato alleccesso come accadeva nelle ultime due stagioni. Totti & Co. tirano con insistenza e battono numerosi calci dangolo: una media di 7 corner a partita, inferiore solo allInter. I freddi numeri si sposano col «calore» riportato nei rapporti di spogliatoio da Garcia. È vero, finora va tutto bene ed è più facile gestire i problemi interni, ma i segnali di una squadra più unita e convinta sono evidenti. In campo e fuori. Domenica sera la Roma tutta si è ritrovata insieme a cena nel ristorante vicino allo stadio dove in passato la Lazio ha organizzato le sue feste, compresa quella del 26 maggio. Un po per caso, a dire il vero, visto che Garcia, Pallotta, e gli altri dirigenti (Baldissoni, Sabatini, Zanzi, Tacopina, Tempestilli, luomo della sicurezza Gombar e lamico del presidente Zecca) avevano prenotato un tavolo al «Met», la stessa idea avuta da Dodò, Ljajic e Jedvaj, raggiunti dopo cena da Benatia, Pjanic, De Rossi, Borriello, Strootman e Gervinho. È scattato ovviamente un brindisi di gruppo, ma nella testa di giocatori e società è chiaro che al momento cè poco da festeggiare. Anzi, bisogna continuare a pedalare. Questa consapevolezza, infondo, è la vera forza della nuova Roma.