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La penna degli Altri

Il modello sicurezza di Coppa? Replicabile solo in parte

Quello era un evento organizzato dalla Lega che ebbe la possibilità di realizzare una divisione “diagonale” dello stadio (Tevere e Sud alla Roma, Monte Mario e Nord alla Lazio) creando due vie d’accesso all’impianto rigidamente separate: domenica c’è un club che organizza, la Roma, con i suoi abbonati in tutti i settori, che non potranno traslocare. Quindi come evitare, per esempio, le commistioni sul tristemente noto ponte Duca d’Aosta? E poi: non potranno esserci gli steward e i capi steward da tutta Italia.

Insomma, le linee operative di partenza appaiono diverse: di ripetibile c’è solo il rischio alto che l’Osservatorio dà alla gara e l’attività di prevenzione e controllo uniformata a quel tipo di evento a rischio. Auguriamoci un derby di sport e un derby civile perché ognuno saprà fare la sua parte. Non tifosi compresi, perché i tifosi fanno sempre la loro parte. Violenti compresi, qualora volessero provare a rovinare la festa. E se spostare un derby di orario può creare danni commerciali, ma la gente poi per vederlo si organizza sempre, spostarlo di à danneggerebbe i tifosi, non i violenti: che gli appuntamenti se li danno in ogni stadio d’Italia e forse non sanno nemmeno che partita c’è. (...)

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