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La penna degli Altri

Il pilota degli aerei tifosi: "Sorvolo i cieli della Capitale ma tifo..."

Massimo, raccontaci com'è cominciata questa storia?

"Tutto è incominciato dopo la vittoria in Coppa Italia della Lazio. L'idea è stata di un gruppo di tifosi biancocelesti che hanno scelto un modo originale per 'punzecchiare' i rivali di sempre".

Quanto hanno speso le tifoserie per gli sfottò volanti?

"Considerando che il costo di questo tipo di operazione si misura per complessità del messaggio e soprattutto lunghezza della tratta, posso dirvi che i due aerei che hanno sorvolato l'Olimpico in occasione della Supercoppa Italiana tra e Lazio e durante l'Open Day della Roma, non sono costati più di 700 euro. Diverso è il discorso per quelli con cui abbiamo sorvolato i litorali: lì le tratte sono state più lunghe e quindi il costo è andato ampiamente oltre i 1000 euro".

In molti vedendo sorvolare lo stadio dal tuo aereo si sono chiesti se tutto ciò stesse avvenendo nel pieno rispetto delle regole. Come funzionano i permessi?

"Lo spazio aereo dello stadio è liberamente sorvolabile e non è soggetta ad alcun tipo di restrizione. A dire il vero, la quasi totalità dei cieli capitolini possono essere sorvolati con l'autorizzazione dell'ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile ndr). Soltanto il centro storico di Roma, nella zona chiamata R-19, non è sorvolabile da bimotori".

Nella tua carriera da pilota, che tipo di messaggio sei solito recapitare? Qual è stato il più bizzarro?

"Di solito traino dichiarazioni d'amore o proposte di matrimonio, ma devo ammettere che 'A me il mare rilassa, ma te quando te passa' mi ha fatto davvero sorridere".

Svelaci una curiosità: ma tu, da che parte stai calcisticamente parlando?

"In tutta questa faccenda, sono orgoglioso di potermi definire super partes in quanto sono un gran tifoso juventino"

 

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