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La penna degli Altri

Una cartolina del passato



E’ l’eterno, maledetto destino delle utopie troppo declamate, dei manifesti troppo belli per essere veri. In questo inganno ci siamo caduti in tanti, incorreggibili [...]. Le utopie si realizzano quando hai giocatori, l’ambiente, il denaro per realizzarle. Quando hai la leadership. A Roma mancano, a essere generosi, almeno tre di queste condizioni. E allora si torni alle panchine prosaiche liberi da grilli e da dogmi che magari poi la loro utopia la confezionano in silenzio senza farne uno sfoggio accademico, come fa Spalletti, come è oggi Montella.



Tutto, purchè basta con questo teatro dell’assurdo [...]. Lamela è l’eroico solitario mattatore di questo teatro insensato. Il dogma è fede. Questa Roma non ha fede in Zeman. E diventa allora una formazione da calcio balilla, tre reparti statici, che non comunicano, distanze infinite. Così è un suicidio. E’ come presentarsi nudi alla guerra. centrale non dà ragione a se stesso. Osvaldo è una plateale, irritante nullità. I cambi non arrivano e quando arrivano non si comprendono. E Zeman, nel suo cappuccio, sembra improvvisamente vecchio. Una cartolina del passato. 

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