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La penna degli Altri

Non ho capito chi comanda ora a Trigoria

Due o tre motivi, però, mi sento di inserirli. Primo: chi comanda a Trigoria? Il presidente a stelle e strisce o l'amministratore dell'istituto di credito che è alle spalle della società? Oppure sono e Baldini che sono «padroni» di fare il bello e il cattivo tempo? Secondo: durante l'estate si sono comprati giocatori risultati inutili o quasi. Nomi e cognomi: Piris, Dodò, lo stesso Bradley arrivato a Trigoria solo perché «paesano» di mister Pallotta? Inoltre, Zeman ha voluto a tutti i costi Tachtsidis che si è rivelato un mezzo disastro (eufemismo). Ancora: vincendo la concorrenza di molte società, è atterrato a Trigoria un giovanotto di grandi speranze: , che sta consumando le sue settimane in panchina, se non addirittura in tribuna. Se la situazione era questa, o non si doveva rincorrere il ragazzo, oppure si doveva vendere Osvaldo, inamovibile secondo Zeman.

La Roma ha la peggiore difesa del campionato. In più, non diverte e non fa spettacolo. La parola crisi è nell'aria, ma nessuno la pronuncia ufficialmente. E in questi otto giorni che ci separano dal derby, si deciderà il destino del boemo. Non dovesse vincere domani con il Palermo e dovesse poi perdere con la Lazio, nessuno potrà più salvarlo. Già, ma chi assumere al suo posto? Nomi di prestigio non ce ne sono in circolazione, a meno che non si prenda in considerazione quel Delio Rossi, che si tuffò in una fontana del Gianicolo per festeggiare una vittoria ottenuta contro la Roma. Quanti vorranno perdonarlo? 

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