La penna degli Altri 02/01/2012 08:51

Vucinic: "Per lo scudetto qualsiasi cosa"

Differenze rispetto alla Roma?

«La è tutt’altra cosa: non dico che a Roma non ci fosse organizzazione, a Torino si sente la storia».

E’ rimasto legato a Rosella Sensi: l’ha chiamata per i quarant’anni?

«Sì, ci siamo sentiti: lei mi ha portato in una grande squadra e mi ha dato tanto. Il calcio le manca un po’, è stato la sua vita».



Dalla Roma arriverà anche Marco Borriello...

«Conosciamo tutti le sue caratteristiche. Non ho ancora parlato con lui ma ho parlato bene di lui con con i compagni. E’ un ottimo calciatore e... un bel ragazzo».



Teme di perdere il posto?

«No, più siamo e meglio è»



Lotta scudetto: chi partecipa?

« e Milan, soltanto noi»



Cosa avete più dei rossoneri?

«La voglia di lavorare e migliorare: come noi, ce l’hanno poche squadre»



E di meno?

«Hanno vinto l’ultimo campionato, è un vantaggio».



Altre differenze?

(sorride) «Pirlo: non è più loro, ma nostro».



Un fioretto per vincere il titolo?

«Farei qualsiasi cosa».



Ibrahimovic è il punto di riferimento rossonero: se dicono che lei è l’Ibra della ?

«Mi fa piacere, visto il grande campione che è».



Avete dei tratti comuni...

(altro sorriso) «Le ultime due lettere del cognome».



La può farle compiere l’ultimo salto di qualità, consacrandola a livello europeo?

«Lo spero, ma la cosa più importante è la squadra. Non conta quanti gol faccia io, ma che la continui ad andare come va adesso».



Dejan Savicevic la inserisce tra i primi cinque calciatori al mondo: se è così, non ha ancora espresso tutto il suo valore...

«Lo ringrazio e lavoro duro, così... lo caccio fuori. Ognuno di noi può sempre dare di più».



sostiene che può fare differenza...

«Non avverto pressioni, né responsabilità: quando il mister dice che un giocatore fa la differenza, lo inorgoglisce».



Certo, vi fa sudare...

«Mai allenato così tanto, però resisto...».



Lavora di più anche in campo, specie con il , spesso lontano dalla porta...

«Può essere, ma non è un problema: siamo undici giocatori e ci sacrifichiamo tutti uno per l’altro».