La penna degli Altri
Ora la Roma si piace «Luis Enrique oltre le mie aspettative»
Superiore alle attese «Il risultato ha la facoltà magica di dare la percezione dei fatti con altra luce e prospettiva. Ovviamente è più facile parlare di qualcosa che si sta facendo bene, ma anche nei momenti in cui il risultato non veniva si poteva vedere un'identità di squadra. Luis Enrique si è italianizzato? Se si pensa al catenaccio no di certo. Sta facendo un percorso come allenatore. È alla sua prima esperienza in prima squadra. Nonostante l'impatto pesante, sta andando al di sopra delle aspettative». È un paradosso la passione per allenatori speculari come Capello e lo spagnolo? «Fabio ha carisma ed esperienza straordinaria ma è quasi sempre abituato a gestire campioni. Questa era una cosa che andava costruita dal basso, trovando il giusto mix di giovani e campioni e costituire un'identità di gioco diversa. Non avendo la possibilità concreta di vincere subito, si è cercato di costruire qualcosa di attraente, con un gioco offensivo e identità ben definita, sulla quale poi fare nel tempo i doverosi innesti per poterla rendere vincente».
De Rossi & Co. Baldini racconta con passione le esperienza di civiltà superiore trovate all'estero e la durezza del ritorno: «Roma ti devasta. Più ci penso a un motivo del mio rientro e più non lo trovo sorride . Questo è un posto dove può essere tutto brutto brutto o bello bello. Da altre parti il livello di emozioni che puoi provare è un pochino più livellato». Dopo i coriandoli su Calciopoli «su questi argomenti non si vince, si perde meno degli altri» e tavolo della pace. «le cose bisogna farle piuttosto che propagandarle, si finisce con la Roma. «Pallotta più presente? È un naturale svolgimento del tema iniziale. DiBenedetto è stato quello che si è fatto carico di tutto all'inizio, poi era previsto che si sarebbero appalesate altre cose. De Rossi? È una persona di cui la Roma ha bisogno». E il rinnovo a 6 milioni circa più premi? Si attende che Daniele decida. Una cosa è certa: non andrà mai via a parametro zero. Perciò, se deciderà di andare via, firmerà un contratto con una clausola rescissoria. L'impressione è che l'ottimismo resti. D'altronde, dicono a Roma, un futuro senza Capitan Futuro avrebbe poco senso.