De Canio, cliente Gea come Conte, lo impose come suo vice a Siena salvo perderlo come collaboratore solo lanno successivo quando lex capitano della juve colse al volo loccasione di provare le proprie capacità in serie B sulla panchina dellArezzo. Limpatto con il nuovo ruolo fu duro e dopo pochi mesi la dirigenza aretina decise che per salvarsi non era possibile adottare un modulo spericolato come il 4-2-4 che era lorgoglioso marchio di fabbrica di Conte e lo esonerò. Chissà se in quei mesi di inattività a cavallo del 2007 Conte avrà pensato alle sue bellicose dichiarazioni dintenti nella sua prima intervista da mister. «Un giorno allenerò la Juventus dichiarò con presunzione - Il problema non è se, ma quando accadrà. Non ho alcun dubbio che ci arriverò, è solo una questione di tempo». Mesi dopo ebbe la sua seconda occasione, richiamato durgenza dallArezzo per evitare una retrocessione che sembrava inevitabile. Con un incredibile filotto di vittorie la salvezza era ad un passo. Ma proprio la sua Juventus lo tradì andando a perdere una partita che se la squadra bianconera non fosse già stata spedita in B per Calciopoli si sarebbe potuta tranquillamente definire da Ufficio Inchieste. Sconfitta in casa 2-3 con lo Spezia, avversario diretto dellArezzo di Conte che quel giorno, retrocedendo in C, pronunciò parole di fuoco contro la sua ex squadra. Quattro anni dopo sono stati i tifosi bianconeri a fare uso della memoria selettiva usata dallex capitano davanti a Guariniello, imponendo la scelta di Antonio Conte come nuovo allenatore a suon di cori e striscioni. Archiviati il troppo romano Ranieri, lacerbo Ferrara e il velleitario Delneri, Antonio Conte parve alla folla lunica soluzione per riassaporare la sicumera e lantipatia della Juventus di Lippi, magari senza doping.
La penna degli Altri 12/12/2011 10:14
Memoria a strisce sotto quel bel ciuffo
Daltronde lex capitano, con i suoi nuovi capelli da 10mila dollari, aveva inanellato due promozioni consecutive in A con Bari e Siena, facendo dimenticare in fretta il fallimento a Bergamo in unAtalanta troppo condizionata dagli umori del riottoso Capitan Doni. Emulo di Mourinho per atteggiamento tattico e modo di porsi di fronte al gruppo, lallenatore salentino non ha mai rinunciato al suo 4-2-4 convincendo Marotta a mettergli a disposizione uno sproposito di ali che alterna nellundici titolare e che spesso, proprio come faceva il tanto vituperato Delneri, ama invertire durante la partita. La sua Juventus, unica squadra imbattuta del torneo, sembra aver trovato un equilibrio senza Del Piero, ormai retrocesso a Capitano Non Giocatore, con la regia sapiente del ringiovanito Pirlo e gli inserimenti in zona gol di Marchisio, sempre più sosia di Marco Tardelli. Lo schieramento tattico assomiglia ormai al classico 4-4-2 con gli esterni bassi bloccati che farebbero venire
lorticaria a Luis Enrique. Lasturiano gli invidia semmai la grinta che riesce a trasmettere alla sua squadra e che rende meno visibili le crepe di una difesa non impenetrabile, con Barzagli a recitare linatteso ruolo di leader e un Chiellini mai visto così giù di corda. Mancherà Vucinic per infortunio ed è una bella notizia sia per chi tra i tifosi romanisti non ama veder indossare a un proprio beniamino la maglia bianconera, sia per quelli che temono la legge dellex, sempre puntuale quando si tratta di colori giallorossi. Dovrebbe sostituirlo Giaccherini, con Estigarribia a contendere il posto ad un certo Del Piero. Visto lo score di questultimo con la Roma, speriamo che ad Antonio Conte stavolta venga in mente lIdea Meravigliosa di scegliere gli undici sbagliati. Hai visto mai...