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La penna degli Altri

Quelli che... non si Mangia bene



Tanti per un ragazzo di diciannove anni. Mattia, quello nato sei giorni prima, prende uno stipendio con un paio di zeri in meno e dopo che le ha fatto vincere lo scudetto, la Roma non lo porta nemmeno in ritiro con la prima squadra. In compenso a Riscone non c’è nemmeno quello nato sei giorni dopo, che sta dall’altra parte dell’Oceano in attesa di disputare i Mondiali Under 20, quelli che l’Italia ha mancato per un soffio con la nazionale dei cinque romanisti più , leader e capitano. Tornerà alla fine di agosto con una caviglia malconcia che i medici della Roma impiegheranno un po’ a rimettere a posto. Non molto diversa la sorte di Montini: dopo lo scudetto lo vogliono tutti, alla fine per il prestito la spunta il Benevento, in ritiro Mattia è l’unico attaccante, ma dopo il primo gol in amichevole si fa male al ginocchio e non si capisce quale sia la causa. Così la Roma lo riporta a Trigoria per rimetterlo in piedi e restituirlo guarito al Benevento. Due settimane di fisioterapia, il dolore sembra passare, poi un’improvvisa ricaduta e la decisione di intervenire con un piccolo intervento al menisco. Ginocchio, caviglia, la stessa voglia di campo. I ragazzi nati nella stessa settimana di primavera in anticipo si sono incrociati qualche volta nei corridoi di Trigoria nei giorni della convalescenza. La notte di Erik è finita domenica all’Olimpico con il sinistro che ha fulminato Tzorvas e scacciato i fantasmi del derby. Quella di Mattia durerà ancora qualche settimana, ma l’alba si comincia a intuire. Benevento non è l’Olimpico, lui ha un nome che ricorda un papa più che Biancaneve, però la classe c’è. Buona settimana non mente

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