La penna degli Altri 20/10/2011 11:19

Franco Baldini is back! E riparte con Totti

Da ieri è a Trigoria. Operativo. Non sarà presidente, come voleva la romana gente in uno striscione datato ma ancora attuale nei sentimenti, bensì . Quando la Roma sui social network annuncia che «Franco Baldini is back», dilaga l’I like, il mi piace. Ci piace. La Roma non sarà un lavoretto part time, magari da sbrigare nei ritagli di tempo, nelle ore in cui la nazionale inglese non lo terrà occupato. Non lo è mai stato per Baldini. Che è venuto per restare. Farà su e giù con Londra quando sarà necessario, possibile e piacevole. Se si è visto con ? Certo, ovvio, naturale. È un po’ come chiedersi se tramontato il sole calino le tenebre. È scontato. Si sono salutati in mattinata, mentre Francesco faceva fisioterapia. Hanno chiacchierato a pranzo, quando è stata scattata la foto che sta facendo il giro del mondo. Hanno (ri)chiacchierato subito dopo.

L’intervista dell’Audisio su Repubblica, la storia della pigrizia mentale: era tutto superato per chi conosceva Francesco, per chi l’ha sentito parlare in conferenza giovedì scorso (e Francesco non è una maschera, è quello che dice, da sempre), per chi sapeva che di un chiarimento, ieri, non c’era bisogno. Semplicemente perché c’era già stato. Riavvolgete il nastro, rivivete il film, godetevi lo spettacolo. Autunno 2010. Se Franco Baldini è qua, è perché un anno fa di questi tempi consigliò a DiBenedetto l’esatto opposto: lo invitò a non farlo tornare. In quello in cui s’è fatta per davvero la Roma, gli suggerì di desistere, di lasciar perdere i buoni consigli, di non assumerlo. Non mi prenda DiBenedetto, altrimenti si farà solo dei nemici. Leggi Moggi e la sua scuderia, i poteri forti e occulti. Alla Roma del futuro, alla Roma che oggi si sta facendo, serviva però un uomo con qualità, una persona che avesse il coraggio di tuffarsi in una rivoluzione che non fosse solo calcistica. Ma culturale. Baldini accettò la proposta di DiBenedetto perché la sfida era talmente folle che non sarebbe stato da Baldini rifiutarla. La Roma, e solo la Roma, valeva una rinuncia importante. Quella alla Londra bene, teatri e gallerie d’arte, uno stile di vita rilassato lontano anni luce dal caos mediatico romano, dalle pressioni di un ambiente chiassoso e nevrotico. Il suo primo giorno da diggì è stato come ve lo immaginate. In linea con il personaggio. Ha incontrato ? Sì, d’accordo. Ma poi ha incontrato anche tutti gli altri. Ma proprio tutti, tutti, tutti. Ha scherzato con lo staff tecnico, abbracciato Luis Enrique, salutato la squadra, dato la mano ai magazzinieri, girato gli uffici, conosciuto e riconosciuto facce.

Qualcuno, anzi più di qualcuno, non se l’aspettava. Sono rimasti piacevolmente colpiti, a Trigoria. E perché stupirsi? Franco Baldini, signori, è questo. Quello che si sono detti con Francesco si saprà oggi. Forse. Alle 13.30 parlerà in conferenza stampa. Franco, non Francesco. Perché la sua verità, anzi la Verità, l’ha già rivelata giovedì: «È normale che lì per lì c’ero rimasto male, però ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero. Con Franco ho avuto sempre un bellissimo rapporto, anche quando è andato via. Quando arriverà, penso presto, specificherà questa pigrizia, ma io già ho accantonato tutto per il bene della Roma. Lui è tra i più bravi dirigenti, è bello averlo nella Roma. Speriamo di poter rivincere insieme». Hanno voltato pagina entrambi. Franco is back, ultimo tassello del mosaico a stelle e strisce, espressione massima di un progetto favoloso. Amore, vedessi com’è bello il cielo a via Margutta questa sera. È più bello ora che a marzo di sei anni fa.