LA GENEALOGIA - Vincenzo Savioli, nato il 26 febbraio 1887 all «ora antimeridiana delle 9 e 20» da Alessandro Savioli e Natalizia Ubertini, recita il documento ufficiale, partì per gli Stati Uniti nel 1912, assieme a due fratelli: Antonio e Gaetano. A Boston trovò un lavoro da operaio, una sistemazione nella zona di Orient Heights, e una moglie, Teresa, dalla quale ebbe quattro figli, un maschio e tre femmine. Una sposò il figlio di un altro immigrato, Pallotta, ebbero tre figli tra cui, nel 58, il grande vecchio Jim, diventato uno dei venti manager americani più ricchi nella gestione fondi, stipendio da duecento milioni di dollari allanno e casa da trentatremila metri quadrati, una specie di castello- paese grande quasi quanto questo borgo che vive giorni di insolita fibrillazione.
DESTINO - Il sindaco, Vittore Antonini, sogna un futuro radioso. « Quando sono nato mi hanno messo due sciarpe al collo: una era della Roma, laltra non posso dirla perché è politica» . Via, non abbia pudore. «Beh, quella del Movimento Sociale Italiano». Adesso è tutto per James. «Non vedo lora di conoscerlo ». Nel frattempo ha incaricato lufficio di trovare tutti i documenti sugli antenati. Da giorni Maria Antonietta, Mariella e la vigilessa Tiziana Fortunati rovistano tra i documenti. E qui si apre un piccolo mistero della fede perché le versioni ufficiali si scontrano con quelle ufficiose. I documenti e la nipote, Vincenza Savioli, indicano in Vincenzo il primo anello della catena, altri puntano su una Luisa Savioli, partita bambina per gli Usa. Lo stesso Pallotta non ha aiutato la causa: ha parlato vagamente di un bisnonno proprietario di un mobilificio a Poggio Nativo, ma qui lazienda è nata solo nel 1960. Di sicuro i Savioli sono tanti e disseminati come grano di campo, però è indubbio il destino giallorosso di questo paese circondato di uliveti e capannoni industriali.
IL NIPOTE CALCIATORE - AllOasi, anni fa, Pallotta si fermò a mangiare con la moglie, senza sapere che il proprietario era Mario Ponzani, allievo di don Orione, piccolo azionista della Roma dal 69. E di Poggio Nativo erano i due magazzinieri della squadra (il figlio di uno di loro, Alessandro Timperi, lo è ancora). E due ex impiegati e un collaboratore ai tempi di Alvaro Marchini oltre a una giovane promessa, nipote di James, Federico Blandino, classe 95, che ha giocato nelle giovanili della Roma fino al 2009. Tutto concentrato in questo paese che a metà mattina appare deserto, eppure ha duemila abitanti, divisi tra romanisti, laziali e agnostici, due bar, una fontana, la bandiera americana appesa, alla vista del fotografo, su una parete di via Florido, vicino alla scritta Yes We Can, sì possiamo. Mister Miliardo deve vederlo questo posto. Il sindaco sta per spedirgli un telegramma con cui gli annuncerà la cittadinanza onoraria e linaugurazione di una strada intestata a nonno Vincenzo. Ci sarà una festa speciale per il «benefattore» della Roma, e, magari, sperano, anche del borgo. Il campo di calcio, in effetti, non sta benissimo.