Ma anche un gol che arriva dopo oltre due mesi dallultimo messo a segno (era in Roma-Shakhtar Donetsk 2-3) e addirittura a tre mesi esatti (era il 22 gennaio) da quello segnato in campionato nel 3-0 contro il Cagliari. Una presenza costante, ieri, su ogni pallone (quanti ne ha recuperati!), tanto da meritargli la palma di migliore in campo.
Insomma, il Perrotta che conoscevamo e che da un po non rivedevamo: quello infaticabile, pronto a dare una mano in difesa, così come ad essere daiuto in avanti. In una partita che si stava rivelando anche meno semplice di quanto ci si attendesse alla vigilia. Lo aveva detto lui stesso alla fine del primo tempo: «Gara molto difficile il suo commento ai microfoni di Sky. Loro giocano alto e pressano bene, bisogna stare attenti». Aggiungendo, con lumiltà di sempre: «Il mio gol? E servito per sbloccare il risultato. Quanto ai tifosi, hanno anche il diritto di contestare. La classifica non è delle migliori, e noi stessi volevamo essere più in alto». Parole sagge, come quelle a difesa di un compagno che non sta attraversando un momento psicologicamente facile. «Vucinic? Serve stare tranquilli. E lui ha solo bisogno di tranquillità». Quella di cui ha forse bisogno tutta la squadra. Ma che lui sembra aver già ritrovato grazie alla determinazione che lo ha sempre contraddistinto. Perché quando cè bisogno, lui cè. Sempre.
La penna degli Altri 24/04/2011 12:20
Perrotta: «Serve solo tranquillità»