Clicky

La penna degli Altri 27/04/2011 10:42

Impianti anno zero. DiBenedetto e Lotito, tocca a voi

Qui Lazio Ventinove aprile 2009, 27 aprile 2011: due anni meno due giorni, ma dello stadio delle Aquile non c’è traccia. Quello che nel 2005— quando Lotito presentò il plastico alla stampa— era un progetto avveniristico, di questo passo rischia di passare di moda. Battute a parte. Sono passati 24 mesi dal giorno in cui Lotito portò in visione al sindaco Alemanno, in forma non ufficiale, il suo studio. Qualche tempo dopo Lotito si recò pure alla Regione, mostrando i suoi rilievi sui terreni della Tiberina, oggi di proprietà della moglie del presidente, una volta dell’altra parte della famiglia Mezzaroma e location di numerosi film. Una zona, peraltro, classificata nel piano regolatore di Roma come Agro Romano vincolato e sottoposta a vincoli idrogeologici (rischio esondazione del Tevere). A fine luglio 2009 era stata persino programmata una conferenza ufficiale in Campidoglio di presentazione del progetto. Poi, il nulla. L’onorevole Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali, ha detto la scorsa settimana: «La Lazio non ci ha mai presentato alcuna proposta» . Perché si è interrotto l’iter? Perché quell’area di circa 600 ettari, sulla quale Lotito aveva presentato un progetto di 2 milioni di metri cubi— come da denuncia di Legambiente —, non va bene. Ma Lotito tiene duro. Circola pure la voce che abbia preso in considerazione altre aree (Pantano Borghese), ma lui smentisce con forza. Magari finisce all’italiana: diminuendo i metri cubi, anche il Tevere forse farà meno paura.