Nuova assemblea, quindi, convocata per il 3 maggio e tutto da rifare. «È successo un fatto gravissimo urla Pietro Lo Monaco, a. d. del Catania, il consiglio di Lega doveva limitarsi a ratificare la delibera e a dare mandato alle tre società di ricerca, invece ha sconfessato lassemblea che è sempre sovrana» . Ribatte Ernesto Paolillo, a. d. dellInter: «Questa è democrazia. Lassemblea aveva demandato al consiglio leseguibilità della delibera e la votazione è finita 5-5» . Una sola parola Al di dà dei vizi procedurali (le grandi accusano le 15 di aver preconfezionato il documento della discordia sottoponendolo allassemblea in maniera «frettolosa e sommaria» ), la spaccatura della A si è consumata attorno al concetto di «sostenitore» . Come interpretare, cioè, quella parolina evocata dalla legge Melandri nel capitolo riguardante i bacini dutenza? Le big vogliono che si contino i tifosi «militanti» , cioè quelli che parteggiano per una sola squadra. Le altre, nella delibera adottata, estendono il raggio ad «appassionati» , «partecipanti» e «simpatizzanti» : chi compra biglietti allo stadio, chi acquista materiale da merchandising, chi legge i quotidiani sportivi, chi segue una o più squadre. Inoltre, inseriscono nel paniere anche i dati Auditel, allo scopo, per esempio, di valorizzare le partite della domenica a pranzo che stanno riscuotendo buoni ascolti, anche quando in campo ci vanno le medio-piccole.
La forbice Quanti milioni ballano tra la graduatoria redistributiva auspicata dalle big e quella invocata dalle altre? Una decina di milioni in meno per la Juventus, un paio di milioni in più per le squadre di fascia bassa. Adriano Galliani argomenta: «Qualcuno dei presidenti delle 15 medio-piccole sostiene che noi 5 grandi non vogliamo le indagini demoscopiche. Sbagliato. Noi le vogliamo, ma nello spirito della legge devono misurare i sostenitori (ovvero i tifosi) e non qualcosaltro che i medio piccoli vorrebbero buttare dentro. Il ministro Melandri, quando noi ci lamentavamo perché la legge divideva il 40%dei diritti tv in parti uguali, ci rispondeva: "Tanto poi ci sarà il 30%da dividere in base ai tifosi e lì sarete indennizzati visto che quella graduatoria vi vede nettamente prima degli altri"» . Le medio-piccole si sentono sotto minaccia. «Vorrà dire profetizza Tommaso Ghirardi, presidente del Parma che i grandi club faranno il campionato europeo che hanno più volte citato e noi 15 faremo il campionato dei disperati» . E Lo Monaco, mette tutti in guardia: «Perché prolungare i tempi e convocare unaltra assemblea? Si vuole fare la spesa e rompere il fronte delle 15» . Basta che un solo club desista e passi con le grandi perché la maggioranza evapori. Beretta, dal canto suo, spera che «si ritrovi un clima di collaborazione» . Ma lipotesi più gettonata è che tutto finisca a carte bollate.