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La penna degli Altri 15/03/2011 11:47

Totti: «La caparbietà, la mia forza»



Poi va oltre: «In quei due tiri, due destri, ho messo potenza, convinzione e soprattutto... la voglia di giocare e di vincere che porto sempre dentro e che non m’abbandona mai. Nella carriera di un calciatore, e nella vita di un uomo, ci sono fasi serene e altre decisamente più ostiche: è in queste situazioni che esce fuori il nostro carattere». E lui ha dimostrato di averlo per la centesima, anzi la millesima volta. Dedicato a quelli che gli dicevano che era finito. «Credo che sia sempre stata questa la mia forza: la caparbietà di non mollare mai. Godiamoci per un attimo questo successo. Ma poi guardiamo subito ai nostri obiettivi: dobbiamo assolutamente accedere alla del prossimo anno. Faremo di tutto per raggiungere le prime posizioni della classifica. Per questo andremo a Firenze con tutta l’intenzione di giocarci la partita».



Solo così si può diventare : non fermandosi mai a guardare quello che si è fatto, ma voltando pagina e fissando i prossimi obiettivi. 199 gol? Tanti, ma quello che conta di più è il prossimo. E non

perché sarà il 200esimo. Ma perché è semplicemente il prossimo. Guardare al futuro senza dimenticare il passato, senza trascurare chi ha accompagnato tutta la sua carriera: «In una giornata intensa come quella di ieri, il pensiero è andato anche alla famiglia Sensi: è stato il loro ultimo derby e sono felice di aver regalato loro la soddisfazione del trionfo. Per questa società i Sensi hanno fatto moltissimo, mettendoci costantemente la faccia». E dopo i Sensi, il suo pensiero va ad un’altra famiglia. La sua. I figli e Ilary, con i quali ha festeggiato

domenica sera andando a cena alla Villetta. Ilary, che domenica era lì in tribuna ad applaudirlo: «La dedica

sulla maglia, "Sei sempre Unica", era ovviamente per mia moglie Ilary, proprio come quella del cucchiaio a

Peruzzi nel 2002, in quel 5-1 di 9 anni fa che non dimenticheremo mai»
.



Unica lei, ma unico anche lui. Lo dicono i romanisti. Lo dice il resto del mondo. Dal Brasile alla Germania, dall’Argentina alla Francia. Tutti ai suoi piedi. « colora Roma di giallo e rosso» dice il tedesco Kicker.

« segna 2 volte e la Roma fa cinquina» titola invece Globoesporte. «Derby hero», e «Il Re di Roma non è

morto»
dicono in Inghilterra, mentre per l’argentino Olè, è semplicemente «l’imperatore». « e il

lato oscuro della forza»
scrivono, infine, in Francia con il fotomontaggio del capitano come in Guerre Stellari.

Hanno ragione loro. Roba da fantascienza.