La penna degli Altri 06/03/2011 10:53
Riecco la vecchia guardia
Loro limpresa lhanno già fatta. Loro, la vecchia guardia della Roma, sanno già cosa vuol dire andare in Europa, fare due gol e tornare a casa con la qualificazione in tasca. E successo a Lione: era il 2007. E successo lanno dopo a Madrid. E vero, stavolta sarà più difficile: contro i francesi in casa era stato 0-0, contro il Real la Roma aveva addirittura vinto 2-1. Ma in entrambi i casi quello che più contava era il ritorno: bisognava conquistare lì, nella seconda partita, la qualificazione. E la Roma lo ha fatto. Con Doni, Mexes, Juan, De Rossi, Pizarro, Vucinic, Taddei, Totti e Perrotta. Gli stessi a cui, martedì, sono affidate le speranze di questanno. Perché, se è vero che gli anni passano, è vero anche che lesperienza a certe battaglie può - e deve - essere il valore aggiunto.
LIONE-ROMA Giusto 4 anni fa la Roma disputò una delle partite più belle ed emozionanti della sua storia. Era il 6 marzo 2007 quando la formazione di Spalletti si presentò al cospetto del Lione campione di Francia. Una formazione fatta di pochi fenomeni, ma considerata allora tra le più quotate per arrivare almeno in semifinale. I nomi facevano paura: Juninho Pernambucano e le sue punizioni, Abidal e Malouda, il giovane Benzema, Houllier in panchina. «Abbiamo sofferto a Roma e non siamo riusciti a fare gol - disse qualche giorno prima della partita il centrocampista brasiliano - ma sono sicuro che nel nostro stadio non ce ne sarà per nessuno». Si sbagliava, Pernambucano. E non sapeva neanche quanto. Alla Gerland la Roma si presentò con Doni in porta, Cassetti, Mexes, Chivu e Tonetto in difesa, Pizarro e De Rossi a centrocampo, Taddei, Perrotta e Mancini alle spalle di Totti. Il modulo, neanche a dirlo, era il 4-2-3-1. In panchina, tra gli altri, cerano Rosi e Vucinic. Tolti Cassetti squalificato, Chivu che è allInter, Tonetto che ha smesso e Mancini alle prese con ben altri problemi rispetto al calcio, gli altri sono gli stessi che martedì tenteranno di ribaltare il risultato contro lo Shakhtar.
REAL MADRID-ROMA Restano nella memoria anche i due gol con cui lanno dopo, era il 5 marzo 2008, la Roma espugnò quel tempio del calcio che risponde al nome di Santiago Bernabeu. Faceva freddissimo, quella sera a Madrid, la temperatura sfiorava gli zero gradi. La Roma, scesa in campo in maglia nera, veniva dal 2-1 casalingo dellandata. Seguita da migliaia di tifosi (tra cui lallora amministratore delegato Rosella Sensi che, il giorno prima, fece sentire al telefono al papà i cori che gli venivano dedicati), già durante il riscaldamento si capiva che sarebbe stata una notte magica. Gli spagnoli, come loro abitudine, avevano lasciato lo stadio praticamente deserto e lo avrebbero riempito solo a ridosso del fischio finale. Prima, solo e soltanto i tifosi della Roma. Che cantavano, cantavano e cantavano, un po per riscaldarsi dal gelo, un po per far capire allo squadra che, uniti, qualcosa di straordinario sarebbe stato possibile. E così fu. In campo, cerano di Doni, Mexes, il nuovo acquisto Juan, De Rossi, Pizarro, Taddei, Perrotta, Vucinic e Totti. La vecchia guardia, insomma. Quella che ha voglia di regalare, e regalarsi, unaltra notte magica. Una notte da Champions.