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La penna degli Altri 07/03/2011 10:02

La Roma fa 'scaldare' Vucinic

Lo Shakhtar si sente forte dell'andata ma schiererà lo stesso l’esercito. «Avremo uno stadio pienissimo e caldissimo — avverte Mircea Lucescu —: per la prima volta giochiamo la in primavera» . Si fa per dire, previste temperature siberiane. Il tecnico romeno fa il gradasso. «Stavolta la Roma sarà costretta a prenderci in considerazione... Mi aspetto una grande reazione, con il nuovo allenatore. Non mi considero già qualificato, anzi: dirò ai miei di giocare come se all’andata fosse finita 0-0» . Questione di feeling Vucinic tre settimane fa fece qualche numero, ma il coniglio gli rimase nel cilindro. Era un’altra Roma, era un altro Vucinic. C’era un altro allenatore. Lui con Ranieri non si prendeva più, ma non è stato tra quelli che lo hanno sfiduciato. Però è vero che Montella se lo coccola, lo ha rigenerato, con lui finora è sempre partito titolare. Non ha ancora cambiato idea sul futuro, continua a pensare che a giugno sia il caso di partire, trovare nuovi stimoli, palcoscenici più prestigiosi, platee più competenti. Però sa che Thomas DiBenedetto lo porta in palmo di mano, pure per certe congiunzioni astrali: venne a vedere per la prima volta la Roma contro l’Inter e segnò Vucinic. L’ha rivista da casa venerdì, impegnata a Lecce, e il montenegrino ne ha fatto un altro dei suoi, wonderful. Di-Benedetto lo ritiene indispensabile, al centro del progetto. Se fosse costretto a rinunciare ad uno dei talenti romanisti, piuttosto lascerebbe partire Menez. La trattativa con gli americani è in dirittura d’arrivo, i contratti già firmati e spediti a UniCredit, è questione di pochi giorni ormai. Domani, tutti collegati con Donetsk. DiBenedetto si aspetta l’impresa. Con un gol di Vucinic, of course.