Ora si punta al quarto posto. «È un nostro obiettivo, cercheremo di arrivare fino in fondo. Da quando cè Vincenzo è cambiata la mentalità e si vede la voglia di vincere» . Vincenzo è Montella, che dopo il secondo gol lo ha tolto per fargli godere la standing ovation dellOlimpico. Da giocatore è passato alla storia per averne segnati 4 alla Lazio in un colpo solo, da tecnico ha cominciato col piede giusto. «Adesso scherza posso anche ritirarmi. Purtroppo i quattro gol li ho fatti tanti anni fa e ne ho un ricordo sbiadito. Questa vittoria è una gioia particolare in un momento difficile. Sul primo gol non ho esultato perché sono geloso dei miei sentimenti» . Su una cosa Montella non ha dubbi. «Ha vinto la squadra che ha meritato di più. La Lazio ha giocato bene ma non le abbiamo concesso nemmeno un tiro in porta. Totti? È un grande giocatore e me lo tengo stretto» . Sul tridente. «La squadra è cresciuta e per questo siamo riusciti a supportarlo. Pizarro? Un giocatore particolare. Io capisco anche che in un centrocampo a tre è di difficile collocazione» .
Dopo Donetsk, Daniele De Rossi era atteso al varco. «Sono contento di aver continuato una serie che ha un significato particolare, neanche il Real Madrid col Rayo Vallecano ne avrà vinti cinque di seguito. Noi abbiamo vinto derby anche non giocando bene, stavolta meritavamo. Siamo più forti della Lazio, che sta facendo un grande campionato. Ora siamo più organizzati ma non dobbiamo fare paragoni col passato. Montella ha uno spirito aggressivo, questo è stato evidente fin dal primo giorno. Ho avuto momenti di bassa marea ma se uno cerca di mettersi in mostra a discapito del collettivo non è un professionista. Io cerco di fare la mia partita ma a Roma è cambiato il vento. Prima mi coccolavano, ora le cose belle le sento arrivare da fuori. La Nazionale? Se Prandelli mi convocherà andrò, se non mi chiama mi riposo» .