La penna degli Altri 31/03/2011 11:50
Francesco e Alex: la sfida infinita
Totti e Del Piero non possono odiarsi malgrado siano i volti definitivi di squadre divise da un fiero sacrosanto odio sportivo, non solo per leducazione, la stima che campioni simili non possono non nutrire vicendevolmente, non solo per la classe e laffezione alla sfida, ma semplicemente perché con Maldini che è sparito sotto al tunnel di San Siro proprio dopo una partita con la Roma loro due sono gli unici sopravvissuti di un calcio che già allepoca cominciava a non esserci più. Due residui di un tempo mitico. Gli inquilini di un vecchio condominio a porte aperte. Stiamo ai supplementari di quel tempo. Ai rigori a oltranza. Domenica sera se non succede niente Totti e Del Piero si scambieranno unaltra volta i gagliardetti dandosi la mano. E sarà ogni volta come quella volta che contava, come quando sta per iniziare la partita. Il calcio. Roma-Juventus, Totti-Del Piero: «Cè un gesto che ormai da anni, da quando indosso la fascia di capitano, ripeto ogni volta prima di cominciare una partita. Fa parte del protocollo, di quei riti che accompagnano gli ultimi istanti in attesa del calcio dinizio. Il saluto allarbitro, lo scambio dei gagliardetti, la stretta di mano al capitano della squadra avversaria. Gesti che diventano automatici, ripetitivi, per alcuni anche scaramantici, con la testa rivolta a quello che poco dopo accadrà in campo. Se mi fermo però a pensare al valore di quei momenti, mi accorgo che non sono affatto banali. Soprattutto alla vigilia di partite come questa, quando dallaltra parte, con la fascia di capitano, cè un giocatore come Francesco Totti». Sono belle parole che Del Piero proprio lanno scorso dedicò a Francesco Totti alla vigilia della sfida di Torino. La speranza è che finisca come quella volta 2-1 per la Roma, e pure allultimo minuto anche perché la Roma non batte la Juventus quindi Del Piero in casa da troppo tempo. Sono parole che valevano lanno scorso ma che varranno tra pochi giorni. Questi giorni torneranno a parlarsi Totti e Del Piero, continueranno a scambiarsi il gagliardetto, la staffetta, il testimone, senza finire la corsa, senza mai invadere la corsia dellaltro. Dietro allo stesso identico diverso vessillo: la loro maglia, la loro squadra: «Se sommiamo gli anni di carriera con la stessa maglia, sempre e soltanto la stessa maglia disse sempre quella volta Del Piero - arriviamo a 35 anni. Una vita. Io credo che non esista il concetto di bandiera, di simbolo di una società, di una squadra, di una tifoseria, se poi non lo riempi ogni giorno di contenuti, sul campo e fuori dal campo. Per questo per me è un orgoglio avere affrontato e affrontare giocatori così. Con Francesco siamo stati compagni di squadra in Nazionale, sottolineo compagni e non rivali. Siamo molto diversi, ma abbiamo molte cose in comune. Abbiamo vinto un Mondiale insieme e quei ricordi ci legheranno per sempre. Ma soprattutto con i nostri club siamo stati, e saremo, avversari. Ecco, io penso che un campione diventi grande anche attraverso i grandi avversari che affronta. Per questo sarò felice di stringere la mano a Francesco». «Alessa, è vero rispose Totti -. Siamo rimasti noi le ultime bandiere del calcio italiano». Proprio così. Semplicemente. Eh già.