La penna degli Altri 15/03/2011 10:39

Corsa, idee e chiarezza per volare

Da quando Montella, il più giovane allenatore della Serie A, ha ricevuto le chiavi della prima squadra, la società si è adoperata per consentirgli di lavorare nelle migliori condizioni possibili. Un esempio: ha chiesto l’acquisto di un sistema gps satellitare, utilizzato in Inghilterra e in Spagna ma non in Italia, utile a monitorare i metri percorsi, le velocità, le accelerazioni, i ritmi di 10 atleti al giorno. Si tratta di dispositivi simili a un cellulare che calcolano a fine giornata l’intensità e la qualità del lavoro. La spesa, di poco superiore ai 10mila euro, è stata utile per consentire allo staff tecnico di analizzare in tutto e per tutto il rendimento dei giocatori in allenamento. È questa, poi, un’altra delle parole chiave del metodo di Montella. Durante le sedute si corre, mai a vuoto: scatti, ripetute, cambi di direzione, esercizi che possano consentire di potenziare resistenza e velocità. La parte atletica è sempre alternata a quella tattica, il vero pallino di Vincenzo: prepara le partite con cura quasi maniacale nei dettagli, studia gli avversari a perfezione, pretende che i giocatori scendano in campo con dei compiti ben precisi da eseguire. Tanto che spesso si sofferma a spiegare e rispiegare i movimenti, come successo con Riise (e poi Castellini) nei giorni scorsi.

Il derby l’ha vinto proprio così: ha parlato tanto con Burdisso e Menez, sulla cui fascia agiva Zarate, mostrando loro quali movimenti è solito fare l’argentino e come limitarne gli inserimenti. Non solo: ha chiesto sia al francese sia a Vucinic di non lasciare soli i terzini, ha fatto giocare la squadra corta, con particolare attenzione a Matuzalem e Ledesma, le fonti del gioco biancoceleste. Poi ha chiesto - e ottenuto - di non cadere nelle provocazioni dei laziali. E tutti i giocatori lo hanno accontentato. , in particolare, è stato semplicemente perfetto. I due parlano molto, Francesco da quando Montella è in panchina sembra rinato: pesa mezzo chilo in meno rispetto a quando giocava con Zeman (14 anni fa), è attento all’alimentazione (nel suo ristorante preferito di recente ha rinunciato anche al tiramisù di cui è ghiotto), spesso si ferma a Trigoria per un supplemento di allenamento. Ha dato la sua disponibilità completa all’allenatore che, senza riserve, gli spiega ogni sua scelta. A lui, così come agli altri giocatori. La poca chiarezza che il gruppo rimproverava a Ranieri adesso è la parola chiave del rapporto tra Montella e la squadra.

Quando si è insediato, ha chiesto ai giocatori con quale modulo si trovassero meglio. Tutti hanno risposto , lui è stato d’accordo. Anche se non è un ritorno a spallettiane origini, quanto piuttosto qualcosa di rivisitato e corretto con idee che Montella studia e approfondisce ogni giorno. Senza tralasciare nulla, con professionalità. E questa, per la Roma, è un’ampia garanzia.