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La penna degli Altri

Roma-DiBenedetto, si accelera

TEMPI - L’intenzione di Unicredit, e pure della controparte, è quella di puntare a un’ac­celerazione della trattativa, in modo da espletare tutti gli obblighi entro il mese di marzo, quindi anche richie­sta d’autorizzazione all’Antitrust e Opa. Le risposte arrivate nella notte, dovevano soddisfare la composizione della cordata, le relative quote di ciascuno, le ga­ranzie per Unicredit che, nell’ac­cordo trovato a New York un paio di settimane fa, rimarrà nella Ro­ma ( per non meno di tre anni). Per quel che riguarda le garanzie bancarie, cioè i soldi, tutto già sa­rebbe stato fatto attraverso la banca Piper Jaffray nella sede della quale, a New York, c’è stato l’incontro tra i massimi dirigenti di Unicredit e Thomas DiBene­detto.

Se tutto sarà andato come ieri le parti garantivano, massimo all’inizio della prossima settima­na partirà la fase in esclusiva che avrà una durata di trenta giorni. Che dovrebbero essere più che sufficienti per arrivare alle firme definitive e al cambio di proprie­tà. In quel momen­to, quando e se sa­rà, potrebbero es­serci anche imme­diate novità nei ver­tici societari. Gli americani, quindi, pare proprio che siano alle porte. E si può aggiungere che il no di Claudio Ranieri al pro­lungamento contrattuale per un anno, non è che gli abbia fatto molto piacere.

DIBENEDETTO - L’imprenditore di Boston è pronto a volare a Roma per le firme e il brindisi. Finora ha scelto il profilo basso e la mas­sima riservatezza, non solo per­ché è il suo modo di essere e lavo­rare, ma anche perché non vuole assolutamente infrangere la ri­chiesta di massima riservatezza pretesa da Unicredit. Una volta che sarà tutto fatto, si presenterà. Le sue attività vanno dall’immo­biliare allo sport, dagli investi­menti nelle miniere (carbone, oro, argento) al software, da società di brokeraggio a società di relazioni istituzionali nazionali e interna­zionali e dibusinessintelligence come la Jefferson Water­man International (il di questa so­cietà è Charles Wa­terman, un ex diri­gente della Cia). E’ impegnato anche nel sociale come membro dell’International Advi­sory Board della Perkins School of the Blind ( una scuola per ra­gazzi non vedenti). L’idea di pren­dere la Roma l’ha avuta circa sei mesi fa. E, secondo alcune voci newyorchesi, il suggerimento gli sarebbe stato dato nientepopodi­menoche da George Soros, con cui è in buoni rapporti, «io ci ho pro­vato qualche tempo fa, perché non ci provi te, Tom? ». Sarebbe davvero divertente se questa voce corrispondesse alla verità. 

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