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La penna degli Altri

Roma, ancora alta tensione

RABBIA - Era stato fin troppo fa­cile prevedere che più di qual­cuno si sarebbe presentato al­l’aeroporto romano per gridare la sua delusione, il suo dissenso, la sua rabbia per una squadra che quest’anno tale non lo è mai stata. Del resto già alla vigilia della gara contro il , a Trigoria era successo di tutto e di più, scontri tra tifosi e poli­zia, lacrimogeni, feriti e un’at­mosfera che bastava respirarla per capire quale fosse l’umore della gente. Così sin da prima dell’imbarco dall’aeroporto ge­nevose, su un volo di linea Alita­lia, erano partite le telefonate per predisporre un rientro più tranquillo, si fa per dire, possi­bile. C’era la consapevolezza che i tifosi avrebbero fatto sen­tire la loro voce, meglio evitare qualsiasi contatto ravvicinato. Il pul­lman della Roma, una volta che tutta la squadra era sa­lita a bordo, scor­tatissimo, è stato fatto uscire da un varco lontano, di­rigendosi poi ver­so Trigoria dove, già da Genova, erano stati convocati tutti i gio­catori, compresi quelli che ieri non c’erano a Genova per squa­lifica o infortunio (unico assen­te, ovviamente, Adriano).

TENSIONE - Nel frattempo nei din­torni del centro sportivo giallo­rosso si era radunato circa un centinaio di tifosi che ha trova­to Trigoria già blindata, impos­sibile arrivare davanti al can­cello principale, si poteva stare nel , ma da lì non si poteva andare oltre. Nes­suno di quelli che erano arriva­ti, si è mosso. E quando è sbuca­to il pullman della Roma, c’è stato un lancio di bottiglie, uo­va, pietre che fortunatamente hanno soltanto spaventato. Poi tutti si sono chiusi all’interno del bunker di Trigoria. Per una notte in cui comunque nessuno avrà preso sonno con facilità.

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