Intanto qualcuno degli avversari diretti ha più punti in classifica e sono aumentati gli impegni. Ci vuole pazienza! Per fortuna la pazienza è la virtù più evidente del tecnico della Roma, che ne possiede in dose maggiore di quanti abitualmente occupano le panchine degli stadi di calcio. La sosta della squadra fa spostare l'attenzione sulle sorti della società. Si spera che qualcosa di nuovo e di positivo finalmente si concretizzi. Fermandoci a riflettere, possiamo constatare come la Roma ha dimorato per mesi in acque stagnanti, vivendo di digiuni e saltando sempre i pasti principali. Possiamo già piacevolmente meravigliarci che non sia morta d'inedia. Fatto sta che la società è rimasta senza risorse anche sul mercato di gennaio.
Confortiamoci però constatando che spesso è proprio la povertà a sviluppare l'ingegno. Non tutte le ciambelle poi riescono col buco e le squadre che cambiano molto sono costrette a ridisegnare ogni volta gli schemi con risultati non sempre positivi. La Roma vanta un complesso bene affiatato e potrebbe aver ricavato dei vantaggi dal fatto d'essere rimasta quella di sempre.
In quanto ai pretendenti, meglio quelli che vogliono guadagnarci soldi. Almeno sono portati ad investire per tutelare i propri interessi. Diffido di chi mira più a prendere che a dare come accadde con Ciarrapico. E se 'Un americano a Roma' ci ha tanto divertito al cinema, c'è la fondata speranza che un revival calcistico della pellicola possa farci divertire anche allo stadio. Comunque, vinca l'offerta migliore.
A noi le vicende della società servono solo per ribadire il concetto che sono gli ottimi dirigenti a fare una buona squadra e non viceversa. Una verità questa, tanto sperimentata che non vale neppure la pena di starla a ribadire, ricordando i nomi di Sacerdoti, Bazzini, Gianni, Viola e Franco Sensi. Negli ultimi tempi ne abbiamo avuto una riprova, quando sul palcoscenico giallorosso sono apparsi Montali e Ranieri. Tutto è cambiato ( non sto parlando del gioco), l'aria stessa che si respirava a Trigoria è parsa risentirne. Ci siamo trovati davanti a persone attive, interessate ad affrontare seriamente un impegno difficile, ma stimolante.
La Roma era come una trota in una vasca da bagno. Era facile pescarla e poi friggerla in padella. Ranieri e Montali hanno fatto in modo che fosse la trota decidere la sua sorte: poteva saltare volontariamente nella padella e farsi friggere, o tornare a guizzare felice nei suoi abituali torrenti di gioco. I risultati li conoscete.