I dossier saranno esaminati domani dai vertici di Unicredit, rappresentati dal responsabile corporate e investment banking Piergiorgio Peluso, da quelli delladvisor Rothschild e dai componenti del Cda di Roma2000, la società controllata da ItalPetroli che detiene il 67% delle azioni As Roma: Rosella Sensi, il professor Attilio Zimatore e Antonio Muto (responsabile di territorio UniCredit).
Non ci sarà una decisione, ma un primo vaglio, a cui potrebbe seguire una trattativa in esclusiva o una nuova short list dei pretendenti. Un particolare che non ha riempito di entusiasmo la cordata Usa, che credeva di essere molto avanti dopo la tre giorni a New York di Paolo Fiorentino, vicedirettore generale di UniCredit. I bostoniani sono convinti di aver presentato la proposta più equilibrata tra prezzo dacquisto e investimenti futuri: non accetteranno aste al rialzo. Lofferta di Aabar sarebbe più alta, ma il business plan meno accurato. Chi vincerà, visto che Angelucci si sente in corsa e il titolo in Borsa ha chiuso in rialzo (+3,57% a 1,24 euro)? Giochi di finanza, incomprensibili per i tifosi e i non addetti ai lavori. Un mondo dove è normale che unofferta possa essere veicolata attraverso una società anonima fondata con un capitale sociale di 31.000 euro.
Il futuro non deve distrarre la Roma dallimpegno contro il Brescia, ma non sarà facile. Ieri cè stato uno «strappo» tra Ranieri e Pradè. Il ds aveva detto che la Roma non era intervenuta sul mercato perché la squadra era già fortissima, lallenatore ha risposto: «Milan e Inter sono più forti e hanno più soldi da investire. Noi non possiamo tirare fuori nemmeno un centesimo». Poi la retromarcia: «Nessun attacco a Pradè, qui stanno facendo tutti il massimo».