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La penna degli Altri 01/02/2011 11:26

Gli arabi vogliono la Roma sfida agli americani e Angelucci

Scelta che "avverrà su criteri non solo quantitativi ma anche qualitativi" assicura Italpetroli. Una cosa è certa, il viaggio americano della banca non può essere ignorato. Il consorzio stelle e strisce, con garanzie offerte dalla banca d'affari Piper Jaffray e rappresentato da Tonucci e PricewaterhouseCoopers, ha avanzato una proposta in linea con i punti discussi a New York con Unicredit: partecipazione con la stessa banca per rilevare il club, per poi indirizzare gli sforzi verso il rilancio finanziario. Ma al contrario di quanto sembrava certo soltanto poche ore fa, gli americani non sono l'unico gruppo straniero in gara. Anzi. A lanciare la sfida a suon di petroldollari sono gli arabi di Aabar: proposta elevata, tra i 120 e i 140 milioni di euro per il 67 per cento del club, con ingente aumento di capitale (80 milioni) fatta pervenire attraverso l'advisor DLA Piper, studio legale con sede milanese a due passi dal cuore di Unicredit. Il fondo di stato di Abu Dhabi secondo azionista di Unicredit con il 4,99 per cento delle quote e che a novembre ha rivenduto il 5 per cento di Ferrari alla casa d'auto per 122 milioni, correrà da solo. Senza, dunque, l'appoggio della banca. In questo scenario si defila inevitabilmente la proposta di Angelucci.

Cifre inferiori - ne è consapevole lo stesso imprenditore - alla concorrenza estera: si parla di 90-95 milioni per rilevare il club. Sforzi concentrati, invece, sul rafforzamento sportivo della squadra: pronti un centinaio di milioni in un triennio. Scartata o quasi la pista francese, resta un velo di mistero intorno sull'identità del quinto competitor, l'ultimo a presentare un'offerta ma con credenziali tutt'altro che incerte. La palla passa alla banca: Roma, adesso, attende solo di conoscere il suo futuro.