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La penna degli Altri 06/02/2011 10:19

Cifre nettamente superiori: così è stata battuta la concorrenza

DETTAGLI - A pro­posito di acqui­sto, c’è da dire che sulle offerte arrivate per l’ac­quisizione della società gialloros­sa sono cominciati a trapelare al­cuni dettagli. Intanto c’è da dire che le offerte dovevano presenta­re tre cifre per l’acquisto di al­trettante parti della Roma. La prima doveva essere per il 67% della società giallorossa, la se­conda per Trigoria e il marchio, la terza per l’Opa del 33% di azio­ni in mano ai risparmiatori. Quando sono state aperte le bu­ste dei cinque soggetti che ave­vano presentato la loro offerta, pa­re che la dottores­sa Rosella Sensi (magari ripensan­do pure ai 283 mi­lioni del fondo di George Soros) avrebbe gradito poco i numeri scoperti, «troppo basse, sono of­ferte troppo basse» . I numeri, in­fatti, azzererebbero la possibilità di incasso di quel cinque per cen­to (per tutto quello superiore ai cento milioni) garantito a Italpe­troli nel momento delle firme sull’arbitrato del 26 luglio scor­so. E la cosa al presidente della Roma sembra proprio che non sia piaciuta per niente.

LE CIFRE - L’offerta americana, peraltro, è stata subito quella che ha convinto tutti (dottoressa Sen­si esclusa). Intanto perché per tutte e tre i punti in vendita è su­periore ai 100 milioni. E poi per­ché le altre hanno lasciato per­plessi pure i dirigenti di Unicre­dit. Sembra infatti che quella del­l’imprenditore romano Angeluc­ci, per il 67% della Roma, sia sta inferiore ai quaranta milioni. Ma c’è di peggio, nel senso dei nume­ri. Quella francese e quella del fondo americano-mediorientale, infatti, erano certificate solo da un progetto, ma non presentava­no numeri, quindi soldi, come se se ne potesse parlare in un se­condo momento. Più consistente sarebbe stata l’offerta di Claraz che però, dopo il pasticciaccio Aabar, di fatto era perdente pri­ma ancora dell’apertura.